Ancora su Beppe Grillo... poi la smetto!
Come ho già scritto qualche giorno fa io Beppe Grillo lo ritengo semplicemente populista e demagogico; per carità, lui in piazza ha detto che la politica dobbiamo farla noi cittadini quando facciamo le nostre cose quotidiane.
E ha detto una sacrosanta verità che però mi fa chiedere: siamo sicuri che tutta la gente che era in piazza l'8 settembre sa veramente cosa significa ciò che ha detto Grillo?
Secondo me pochi perché onestamente non serviva Beppe Grillo per aprire gli occhi agli italiani sul fatto che non è il caso di comprare un tv al plasma se devi fare un finanziamento visto che a furia di andare avanti con i finanziamenti si arriva strozzati a fine mese; perché pure questo è fare politica, anzi soprattutto questo, e a vivere in questo modo sono poche persone.
Sono d'accordissimo con Polito: Grillo parla di cose che tutta Italia pensa ma dalla sua posizione privilegiata invece di fare proposte si limite a mandare a fare in culo tutti.
Ma riempire la piazza non basta proprio perché anche la Lega Nord riempie Pontida una volta l'anno e lo fa con persone che di politica non sanno niente e che si riempiono la bocca di parole che pensano di condividere per puro spirito di appartenenza senza pensare che stanno dando voce ad una persona che vive grazie a queste pecore.
Sarebbe bello che tutti coloro che erano sotto il palco non volessero solo sfogarsi ma cominciassero a partecipare attivamente alla vita civile; ma siccome è troppo difficile fare questo credo che l'unico obiettivo raggiunto sia stato dimostrare quanta gente c'è in Italia pronta ad aprire la bocca per niente, per seguire una massa.
Grillo è il portavoce del malessere degli italiani... peccato che per tante cose gli italiani il malessere se lo procurino da soli e che debbano sempre aspettare che qualcuno si svegli per loro.
I problemi ci sono ma non è mandando a fare in culo il mondo intero che si risolvono: si acquista popolarità ma questo non basta di certo a cambiare il Paese. E urlare serve ancora di meno.


