Di donne, blog e Internet
Qualche tempo fa si ragionava sul rapporto tra Internet e le donne, anzi nello specifico tra noi donne i blog; e si conveniva che il blog è prima di tutto lo strumento tramite il quale noi ci sfoghiamo, ci teniamo in contatto con gli amici e le persone care, creiamo relazioni di amicizia con persone che conosciamo solo tramite la Rete.
Stamattina scopro però che nell'immaginario comune (anzi, nell'immaginario dell'uomo medio che più medio non si può e, udite udite, della donna media che è tradizionalmente contro quelle del suo stesso sesso) una donna che tiene un blog è una donna che toglie spazio allo shopping o, peggio ancora, alle pulizie di casa.
Leggendo qui ho scoperto che sul Foglio (l'articolo completo è questo) è uscito un articolo in cui si parla di "certi blog meravigliosi, di solito di femmine, dove si fa altissimo pettegolezzo sentimentale: l'amore le corna e le altre sciocchezze [...] Una condivisione strepitosa di segreti, il diario con il lucchetto senza più il lucchetto e a disposizione del mondo intero [...] Il resto è una noia bestiale, tempo rubato allo shopping, al divano, al bucato, e alle ragazze. È la portinaia che smette di parlare alle spalle e comincia a inventarsi sermoni sul mondo incollando frasi di Michael Moore [...] poi pretende che il mondo le dia ragione e anzi dica: wow, ma dove ti eri nascosta, tu meriti molto più di un blog".
Sono d'accordo nella parte in cui si sostiene che tutte le blogger, anche quelle che non sanno neanche scrivere in italiano (e di esempi orripilanti in giro ce ne sono fin troppi) vorrebbero diventare le nuove Selvaggia Lucarelli.
Ma sono completamente in disaccordo con tutto il resto e l'idea di essere considerata "femmina" non è che mi vada proprio a genio; tra l'altro far passare l'idea un blog femminile non è altro che un luogo dove fare del pettegolezzo pecoreccio mi sembra roba da manuale spicciolo del luogo comune.
Ancora di più mi innervosisce l'idea che la donna che scrive il blog venga considerata una sorta di aliena non in grado di gestire la sua eventuale conoscenza di Internet, di computer e di tecnologie e dunque non degna di attenzione quanto una donna che, sulla carta stampata, scrive le stesse cose che il, pinco pallina chiunque, scrivo sul blog.
Che sia il pettegolezzo, che sia l'ultimo desiderio modaiolo, che sia la riflessione sul senso profondo delle cose, che differenza passa tra me che lo scrivo sul blog e una che invece lo scrive su uno dei tanti giornaletti-spazzatura venduti in edicola a 1,50 euro?
Certo, si parla della signora X non certo della blogger famosa, anzi della giornalista che al blog ci è arrivata così, tanto per fare qualcosa: in quel caso il blog diventa il necessario completamento, il frutto di cotanta intelligenza, la stessa intelligenza che va diffusa anche a quelle donne che, ahimè, hanno la sfortuna di non aver capito che il loro pettegolezzo pecorecciante non serve a nessuno.
Peccato che si stia ancora a questo punto in Italia, peccato davvero che noi donne continuiamo ad essere considerate pari a zero quando parliamo o ci interessiamo di tecnologia... peccato davvero...
Giusto per la cronaca: Annalena Benini, l'autrice del pezzo su Il Foglio, avrà mica una pistola puntata alla tempia che la obbliga a leggere i blog di queste quattro femminelle che parlano di gossip e pettegolezzi? Mi sta sorgendo questo dubbio...


