Oggi cucino io: come si fa (forse) il polpettone

polpettone.jpgMi cimento, per la prima volta in vita mia, nella preparazione del polpettone.



Il risultato, potenzialmente, dovrebbe essere come quello che si vede a lato; dovrebbe, perché sulla "forma" dei miei piatti è opinione quasi unanime che c'è ampiamente da discutere anche se sulla sostanza raramente si disquisisce.



C'è da dire, a mio svantaggio, che l'ultima volta che ho provato a cucinare qualcosa "in blocco" è uscito fuori un roastbeff troppo salato e informe una volta tagliato.




Ma stavolta sento che sarà tutta un'altra cosa e mal che vada se il polpettone proprio decide di autodistruggersi (anche per infliggersi una punizione, chi lo sa!) prima/durante/dopo la cottura vedrò di recuperare l'impasto per tirarci fuori qualcosa di commestibile.




La ricetta del potenziale polpettone è questa:

si prende del macinato, lo si mette in una ciotola, si aggiunge il pane bagnato nel latte e strizzato (sarà questa l'operazione più complicata, già lo so!), il sale, la noce moscata (sarà mica proprio indispensabile? Io ci metto il prezzemolo va) e mezzo spicchio di aglio senza anima fatto a micropezzettini.



A questo punto si amalgama per bene il tutto (eventualmente si assaggia, se proprio si deve, per evitare di dare in pasto ai commensali del cibo salatissimo o insapore!) e con l'impasto si fa la forma di una grande polpetta (ovvero, il polpettone!); si infila su una teglia coperta da carta da forno e si inforna. Per quanto non si sa, io mi regolerò ad occhio...




Fatto questo, si aspetta e spera che la ciambella sia riuscita con il buco...




E io a questo punto non posso che chiedere in ginocchio che la forza, e la pazienza, siano con me...

Tutt'al più, se proprio le cose non vanno come devo andare, chiedo ai miei commensali di ripetere le gesta di questi qua:

 

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