Palio di Siena, la nostalgia dei giorni che furono

siena5.jpgOgni anno, quando arriva il 2 luglio, mi assale quella nostalgia dei tempi che furono che mi stranisce.

Il 2 luglio a Siena c'è il Palio; il 2 luglio, fino a qualche anno fa, alla festa di Siena c'ero anche io. Anzi, c'eravamo anche noi.

Che non siamo senesi, e quindi non ce la siamo mai goduta da cittadini veri e propri questa ricorrenza, ma che in qualche modo scandiva i nostri ritmi di studenti fuorisede, scandiva la nostra vita, le nostre uscite e le nostre scelte per quei giorni e non solo.

I ricordi si accavallano anno dopo anno tra la Piazza del Campo "insabbiata", i turisti arrivati, i contradaioli che cantavano e le contrade vestite a festa.

Quando arrivava il Palio ci si rendeva conto di vivere in una città sui generis e ci si rendeva conto che l'anno accademico era quasi finito, che lo scoglio degli esami estivi sarebbe stato superato da lì a poco, che la sera ci si poteva ritrovare tutti in Piazza del Campo a bere una birra, chitarra alla mano, e a sognare cosa si sarebbe diventati dopo qualche anno. In attesa di un nuovo settembre, nuovi esami, un nuovo anno e un nuovo Palio di Siena.

In fin dei conti, senese o non senese, il Palio di Siena a Siena lo sentivamo tutti ed è per questo che oggi, quando arriva il 2 luglio, sento forte la necessità di sapere che succede, chi corre, chi vince.

Perchè certe cose te le porti dentro, ti restano anche se cerchi di seppellirle, di nasconderle, se dici che non ti interessano, che hai altro a cui pensare, che non capisci; e anche se scegli diversamente, e scegli per il meglio, certe emozioni e certe tradizioni che risvegliano emozioni le sentirai per sempre dentro.

Volente o nolente.