pari opportunità

Miss Italia e Miss Maglietta Bagnata sono tanto diversi?

Non si sa come mai ma settembre è mese di concorsi di bellezza: forse perchè, mi sono data una spiegazione io, il rientro dalle vacanze, la fine dell'estate e la ripresa della routine richiedono momenti di svago, momenti in cui è necessario rinvigorire il maschio italiano propinandogli tette e culi a volontà e momenti in cui ad alcune italiche donne è concesso spegnereil cervello (a patto che quesata fetta di donne ce l'abbia davvero un cervello, cosa di cui la sottoscritta dubita seriamente!)

Guardando un po' qua e là scopro che oggi inizia Miss Italia e scopro pure che lo scorso fine settimana hanno premiato ad Alassio la Miss Maglietta Bagnata del 2008 e mi chiedo: che differenza c'è tra i due concorsi?

A Miss Maglietta Bagnata si mettono in mostra le tette, a Miss Italia pure; a Miss Maglietta Bagnata si sfoggiano costumini ridicoli che mostrano il lato B senza esitazioni, a Miss Italia pure. A Miss Maglietta Bagnata si viene giudicatii n piazza, a Miss Italia pure visto che le terme di Salsomaggiore sono una specie di piazza imbellettata a festa.

L'unica differenza tra i due "eventi" è il risultato finale: se diventi Miss Italia ti porti a casa un bel po' di premi, ti fai due piantarelli in diretta televisiva su Rai 1, ringrazi mammapapàzianonna per l'appoggio, saluti affettuosamente un fidanzato che lascerai a breve senza rimorsi e alla resa finale puoi pure andare a condurre un programmino o a partecipare a qualche fiction. Perchè TU sei Miss Italia.

Se vieni eletta Miss Maglietta Bagnata al massimo potrai aspirare a diventare valletta o pseudo conduttrice su TeleOffroIo o similari e sarai comunque etichettata a vita come "quella che c'ha le tette grosse" ed epiteti simili.

Beh sì, a Miss Italia hai pure visibilità su Rai 1 e questo ti mette in vantaggio competitivo su tutte le altre, su tutti gli altri concorsi se non fosse che, da aspirante Miss Italia, devi comunque metterti addosso un numeretto. E dove te lo metti il numeretto? Sulle tette, lo stesso strumento sul quale si punta a Miss Maglietta Bagnata.

I modi comunicativi, il risultato finale, il corollario saranno diversi ma a me Miss Maglietta Bagnata e Miss Italia 2008 sembrano proprio la stessa cosa: un carnaio, per non dire altro.

Postilla: calcolando che quest'anno l'estate stenta ad andarsene direi che questi concorsi risultano sono anche sempre meno utili dal momento che nessuno, almeno per ora, pensa che l'estate sia finita...

Postilla 2: questa foto basta a sè stessa.

Postilla 3: la risposta alla domanda di cui sopra è una sola. No, non sono tanto diversi perchè in entrambi i casi sublimano le pari opportunità e anzi offrono opportunità a chi non ne avrebbe. E in una società come la nostra è questo ciò di cui si ha bisogno!

Mara Carfagna vs. Sabina Guzzanti, il triste spettacolino dell'Italia morbosa

Ho trovato decisamete squallido e poco edificante il discorso che la Guzzanti ha tenuto in piazza Navona e decisamente di poco gusto le osservazioni legate a Mara Carfagna: perchè, di fatto, che cosa ce ne importa a noi della vita sessuale di Berlusconi, di quella della Carfagna, di quella di pincopallino?

Così come ho trovato davvero squallida la risposta/querela della Carfagna che chiama la Guzzanti con l'appellativo di "figlia di un senatore di Forza Italia" togliendole qualunque specificità, come persona e come donna.

Siamo arrivati al qualunquismo della politica, anzi alla sua spettacolarizzazione: una teatrante che fa politica e la fa in malomodo, una politicante che fa spettacolo e lo fa in un pessimo modo.

Chiaramente il tutto risulta, agli occhi e alle orecchie dei più, decisamente affascinante visto che a scontrarsi sono due donne e gli argomenti sono quelli triti e ritriti di cui si parla da sempre: sesso, soldi e potere.

Uno spettacolino a uso e consumo dell'Italia morbosa, dell'Italia che sbava quando sente parlare di sesso... ma un po' di sana dignità, nella vita, no eh?

Donne nude contro il cancro? Già, se ne sentiva la mancanza...

Ok, contro il cancro e le malattie di qualunque tipo si farebbe di tutto per carità.

Ma dico io, perchè le donne per testimoniare contro le malattie o per raccogliere fondi devono per forza spogliarsi?

L'ultima trovata arriva dalla Gran Bretagna dove la regista Vicky Jewson ha deciso di promuovere il film sulla storia di Lady Godiva (non la casa che produce i cioccolatini ma la donna-amazzone che, circa un migliaio di anni fa per contestare una tassa imposta dal marito ai sudditi di Coventry attraversò a cavallo e nuda le strade della cittadina britannica) che ha appena terminato di girare e i cui ricavati andranno in beneficenza al Maggie's Cancer Support Centre di Oxford facendo cavalcare senza abiti addosso balde giovincelle per le strade di Hyde Park. Ogni riferimento sessuale è puramente casuale? Boh, io non credo...

Ma non solo: perchè pure l'ex ammazzavampiri-coniglia Sarah Michelle Gellar si è spogliata per testimoniare contro le malattie degenerative della pelle.

Cioè, non per fare la puritana per carità: ma noi donne, per testimoniare contro qualcosa che non ci va, che ci sta a cuore, che non ci piace o che ci piace al punto tale da volerlo gridare al mondo intero, perchè ci dobbiamo sempre spogliare? Perchè dobbiamo SEMPRE anteporre le nostre chiappe, le nostre tette e i nostri capelli fluttuanti a tutto il resto facendo passare, chiaramente, in secondo piano la buona causa per la quale abbiamo deciso di prodigarci tanto spogliandoci?

Ok, le donne che si spogliano "per una buona causa" sono poche in proporzione a quelle che non lo fanno ma siccome finiscono ovunque proprio perchè stanno facendo una buona azione ecco che alla fine dei conti la questione tocca tutte noi, comprese quelle (e sono la maggioranza per fortuna!) che hanno deciso magari di aiutare la ricerca devolvendo 50 euro al mese.

Poi non lamentiamoci se non riusciamo ad avere la considerazione che meritiamo eh...

La legge 194 sull'aborto compie 30 anni: io ancora no ma se...

Oggi è anche il compleanno della legge 194 sull'aborto: compie 30 anni e c'è chi sostiene sia troppo vecchia per essere utile. Io 30 anni ancora non li compio, li compirò l'anno prossimo, e sto aspettando il momento in cui qualcuno mi dirà che ormai sono inutile...

Perchè ci tocca difendere la 194? Perchè se io a 30 anni mi trovassi da sola di fronte a me stessa, bersagliata da più parti e soprattutto attaccata perchè troppo vecchia o ormai degenerata, mi sentirei e avrei bisogno di appigliarmi a qualunque cosa pur di non perdere la mia dignità.

La legge 194 fa parte di noi, del nostro essere donne, esseri dotati di organi riproduttivi, mamme, potenziali o tali; ma fa parte anche dell'essere uomini, della possibilità per un uomo di aiutare la propria donna a scegliere...

Perchè la legge 194 non ha inventato l’aborto ma ha dato la possibilità alle donne di scegliere liberamente e consapevolmente se diventare madri e di diventare madri; e non a caso nonostante siano passati 30 anni dalla sua introduzione ha portato ad una riduzione sostanziale della pratica abortiva che, dal milione e 200 mila casi stimati prima del '78 (quando l’aborto non era legale), è scesa a poco più di 100.000 casi l’anno.

Se di legge 194 si vuole discutere lo si faccia per bene e si parta dalla presa di coscienza che i diritti della donna in tema di maternità sono sacrosanti nonostante non siano ancora acquisiti dalla società e dalla politica:  perchè tornare indietro? Perchè non offrire a tutti le stesse opportunità e, per una volta, mettersi dalla parte di chi sceglie in un determinato modo? Io se il prossimo anno, al compimento dei 30, non potessi più scegliere onestamente mi sentirei in diritto di offendermi e incazzarmi...

Donne...

Si parla sempre di noi in giro:
- Violenze sulle donne in branco, nella profonda Sicilia come nella centralissima Toscana. Tra lo stupore, l'indifferenza, la rassegnazione dei più;
- Roghi di donne in Kenya, al grido di "sono streghe";
- AnnaMaria Franzoni condannata definitivamente e portata in carcere dopo sei anni dall'omicidio del figlio;
- Neo ministre di cui si può parlare solo in termini di tette e culi perchè di altro, per ora, si sono perse le tracce così come dell'unico neurone che le governa e che se fosse stato attivo avrebbe evitato certe prese di posizione definibili, con un eufemismo, pietose.

Meno male che dall'Inghilterra arriva una buona notizia: lì il Governo ha deciso che anche le lesbiche e le single potranno sottoporsi alla fecondazione assistita per avere un figlio.

C'è chi fa passi avanti, chi li fa indietro, chi resta immobile sulle sue posizioni come a voler schivare dei cambiamenti che allo stato attuale sembrano necessari ma a farne le spese, ahimè, siamo sempre noi che ci portiamo dietro un davanzale...

Mara Carfagna ministro delle Pari Opportunità

Ci mancava pure l'ex valletta a tette di fuori, che si scopre amante del Palazzo e del bene comune e che si mette a servizio delle donne per farci sentire davvero poco amate dal Paese Italia.

La domanda sorge spontanea: Mara Carfagna ce lo farà (ri)vedere il suo ministero?

Adesso sì che mi sento tutelata in quanto donna...

Perchè so che potrò contare su una donna che si è fatta da sola, che ha avuto un percorso di vita lineare, che sa davvero cosa vuol dire essere donne e dunque è in grado di indirizzare l'agenda politica italiana... eh già, ora mi sento una vera donna italiana, altro che Spagna e Spagna...

 

Le mamme italiane? Come quelle del Benin, del Nepal e del Botswana!

Tutto passa, tutto cambia, gli anni se ne vanno ma la condizione delle donne in Italia resta sempre la stessa: pessima.

Ancora una volta lo dice Save The Children che però fa notare che l'Italia si classifica al primo posto per la salute e la tutela dei bambini.

Peccato che, se i bambini stanno bene, le loro madri un po' meno: le mamme italiane, infatti, vivono la stessa situazione delle mamme del Benin, del Nepal e del Botswana.

Sentite cosa dice Save The Children, confrontando la situazione italiana con la situazione svedese:
"... confrontando la condizione delle mamme e donne italiane con quella delle mamme e donne svedesi, le distanze maggiori si registrano rispetto alla salute, al ricorso alla contraccezione, alla partecipazione al governo nazionale, alle differenze di reddito con l'uomo. In Italia è il 39% delle donne che fa uso di contraccettivi a fronte del 72% delle donne svedesi. Le donne italiane percepiscono uno stipendio pari al 47% rispetto a quello dell'uomo mentre le svedesi hanno un salario di poco inferiore (pari all’81%) a quello maschile.  Per quanto riguarda i benefici per la maternità, una donna italiana in maternità prende l'80% del suo stipendio ordinario, mentre una svedese percepisce lo stipendio pieno. Nel 2008 la partecipazione delle donne italiane al governo del paese è del 17% (questa la percentuale di posti occupati da donne) contro il 47% in Svezia".

E ancora: "... nel nostro paese... affiora una sostanziale disparità di genere, che fa sì che il nostro paese  si posizioni dietro a nazioni come Slovacchia, Grecia ed Estonia e appena prima di Portogallo, Lituana e Lettonia. Basti pensare che la percentuale di donne che in Italia utilizzano la contraccezione è uguale a quella del Botwana (39%), il rapporto tra reddito femminile e maschile è pari a quello del Benin (0,47), e infine la partecipazione delle donne alla vita politica (17%) corrisponde a quella della Bolivia, Gabon e Nepal".

In sostanza, e in parole povere, le mamme italiane si sbattono per far felici i propri figli, ci riescono ma altrettanto non riescono a fare con sè stesse per via della mancanza di tutela, della mancanza di aspettative e della mancanza di supporto da parte dello Stato

Niente male no? Specie se si pensa che l'Italia è uno dei paesi considerati civili...

Ps: la versione completa del Rapporto sullo Stato delle Madri nel Mondo 2008 è scaricabile dal sito di Save the Children.

Ohhhhh, Marianna Madia è sempre più una rivelazione!

Ohhh questa Marianna Madia davvero farà la differenza alle prossime elezioni, lei sì che è il vero volto nuovo della politica italiana, la vera donna che saprà essere di stimolo, incentivare le pari opportunità e farsi portavoce di un nuovo modo di fare politica:

http://www.sorelleditalia.net/2008/03/28/marianna-la-clava/

Augh Augh, grande capo vuole pranzo!