I politici, la politica, le donne e la questione femminile: quando mancano le parole!
A tre giorni dalle elezioni Walter Veltroni ha rilasciato un'intervista a Mattino Cinque e si è focalizzato, come da qualche tempo a questa parte, sulla condizione delle donne in Italia.
Anzi, diciamola tutta: sulla condizione delle casalinghe in Italia. Che vuol dire una percentuale bassissima di soggetti dal momento che sono sempre più le donne che, per scelta o per necessità, lasciano il tetto coniugale e la mattina, magari dopo aver scaricato i figli all'asilo, a scuola o alle nonne, se ne vanno dritte in ufficio. O in fabbrica.
A parte il fatto che la campagna elettorale 2008 sarà ricordata, almeno io la ricorderò, come la campagna elettorale più sterile a cui si sia mai assistito, secondo Veltroni quelle che lui chiama agevolazioni per le casalinghe sono un elemento talmente innovatore da richiamare al voto o da sbandierare come punto di forza?
Io onestamente non credo perchè francamente la situazione descritta da Veltroni è abbastanza surreale perchè appunto di donne che stanno casa, e fanno solo quelle, grazie al cielo se ne vedono sempre meno; forse pensa alla sua Marianna Madia, la candidata che sostiene senza farsi scrupoli che le donne devono riappropriarsi del loro ruolo primario, la casa e la famiglia.
Che poi queste dichiarazioni non fanno altro che fare il pari con quelle di Berlusconi, che ha consigliato alle donne italiane di preparare un pasto caldo ai loro uomini impegnati ai seggi, che ha spostato il dibattito dal programma elettorale a quanto sono belle le donne di destra rispetto a quelle di sinistra.
Ecco, mi chiedo: sono io l'unica ad essere preoccupata di fronte alle dichiarazioni di questi personaggi?
Perchè se mi sfugge la logica di Giuliano Ferrara e allo stesso tempo mi sfugge quella di Daniela Santanchè che si proclama paladina delle donne purchè siano italiane, ecco mi sfugge pure la logica di tutti gli altri partiti: che sono impegnati a rivendicare la condizione di precarietà in cui versa la donna in Italia ma lo fanno solo perchè hanno capito che parlare di donne, in Italia, fa scena.
E fa ancora più scena quando sono le donne stesse a scagliarsi contro sè stesse, a proclamare il proprio sdegno porgendo l'altra guancia, continuando comunque a pensare che esiste un male minore da non sottovalutare.
Ci dovrebbero essere dei punti fermi nella vita di ognuno, e il primo di questi è il rispetto: io non mi sento rispettata, affatto.
E ripeto: solo io sono preoccupata davvero?



Commenti
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Siamo preoccupate tutte cara... di fronte alle difficoltà che le donne devono fronteggiare per esercitare il loro diritto di lavorare sospetto che a monte di tutto ci sia la volontà di confinare le donne nel nucleo domestico... sic et simpliciter...
a me preoccupa
come tutto sia relegato al rango di "normalità"
concordo tutto
hai pienamente ragione!