Il rapporto sui Diritti umani e sulla sicurezza di Amnesty ci distrugge. Ecco come siamo messi!

Sempre riguardo alla sicurezza, guarda caso proprio ieri Amnesty International ha diffuso il rapporto 2008 sui diritti umani e, udite udite, la cosa più interessante è che una parte cospicua del rapporto ci riguarda direttamente.

Perchè? Semplice, perrchè Amnesty sostiene che nel nostro Paese c'è stata "una preoccupante marcia indietro" soprattutto a partire dall'omicidio di Giovanna Reggiani, la donna di 47 anni, aggredita e uccisa lo scorso 31 ottobre a Roma e del cui omicidio è stato accusato un cittadino rumeno.

Amnesty legge, giustamente, il tutto come una questione di fondamentale importanza e soprattutto come "un drammatico fatto di cronaca che non è stato letto per quello che è: l'ennesimo episodio criminale di violenza contro le donne ed è stato usato come testa d'ariete per aprire la strada alla discriminazione e all'erosione dei diritti umani per tutti".

Amnesty critica sia il centrodestra che il centrosinistra e accusa i politici italiani di avere "una gravissima responsabilità" nel clima razzista che si respira in Italia, con l'intolleranza verso gli immigrati e una serie di aggressioni e attacchi in particolare contro campi rom. E dice che il pacchetto-sicurezza varato dal Consiglio dei ministri la scorsa settimana contiene norme "contrarie agli standard internazionali sui diritti umani".

Sul banco degli accusati finiscono soprattutto l'ex sindaco di Roma Veltroni, in particolare per una frase come "prima dell'ingresso della Romania nell'Unione europea, Roma era la città più sicura del mondo", all'epoca dell'omicidio di Francesca Reggiani a Roma per mano, secondo l'accusa, di un romeno di origine rom. E l'ex leader di An Fini che, parlando dei rom, disse: "Mi chiedo come sia possibile integrare chi considera pressoché lecito e non immorale il furto, il non lavorare perché devono essere le donne a farlo magari prostituendosi, e non si fa scrupolo di rapire bambini o di generare figli per destinarli all'accattonaggio".

Il rischio, dice Amnesty, è che "il clima di razzismo e le leggi o proposte di legge contrarie agli standard internazionali sui diritti umani lo stiano trasformando in un Paese pericoloso, oggi per rom e romeni, domani per tutti. Atti normativi approvati con un approccio affrettato e propagandistico, dichiarazioni discriminatorie e attacchi xenofobi stanno minando seriamente i diritti umani fondamentali delle minoranze presenti nel nostro paese, in una preoccupante linea di continuità nel passaggio da un governo al successivo e rischiano di creare un clima di caccia alle streghe".

Se finisse qua sarebbe quasi una bellezza ma Amnesty tocca anche altre questioni, a partire dalla vicenda delle "rendition", i sequestri illegali di presunti terroristi da parte delle autorità statunitensi con la collaborazione, o la connivenza, anche di governi europei.

E contesta anche il "decreto Pisanu" che prevede l'espulsione di immigrati, regolari o meno accusati non di un reato, ma di poter eventualmente agevolare in Italia "organizzazioni o attività terroristiche", col rischio tra l'altro che finiscano in paesi che praticano la tortura.

Ma l'Italia, per Amnesty, latita anche su altri terreni. Non si è ancora dotata di una legge sulla tortura, di un istituto nazionale di monitoraggio sui diritti umani, di un organismo di controllo sull'operato della polizia e neanche di una normativa organica sul diritto di asilo, nonostante alcuni miglioramenti introdotti per decreto dal governo di centrosinistra e poi cancellati dal pacchetto sicurezza del centrodestra.

Direi che sì, siamo al massimo della forma e godiamo di una credibilità estesa...