L'8 marzo delle donne-giornaliste romane
Quest'anno finalmente un'iniziativa interessante per l'8 marzo, promossa dall'Associazione Stampa Romana che ha deciso di dedicare l'intera giornata al rapporto tra donne e media grazie a testimonianze, eventi, incontri, riflessioni di alcune giornaliste italiane.
Appuntamento alle 9.30 alla meravigliosa Casa del Cinema di Roma (largo Marcello Mastroianni n. 1, Villa Borghese) dove si inizia con "Giornaliste oggi. Perché dobbiamo tornare a far sentire la nostra voce" ovvero una discussione aperta sui temi della professione (vita in redazione, rapporto con le notizie, nuove tecnologie, diritti e doveri, la donna nel Sindacato, le giornaliste e la carriera, la maternità, il postfemminismo e il giornalismo, la salute...).
Alle 15 l'interessante approfondimento "Non solo mimose: donne in tv e sullo schermo" seguito da interventi sul precariato femminile nel lavoro e nei sentimenti con proiezione dei trailer di Tutta la vita davanti di Paolo Virzì e di Riprendimi di Anna Negri.
La giornata si concluderà con la proiezione del film Vogliamo anche le rose di Alina Marazzi che racconta il profondo cambiamento avvenuto nel costume in Italia tra gli anni Sessanta e Settanta grazie alla liberazione sessuale e al movimento femminista.
Io l'8 marzo mi sveglio sempre con la luna di traverso perchè ho paura che mi arrivino gli auguri da parte di chi è convinto di dover festeggiare chissà che cosa e perchè ho paura che qualcuno si dimentichi del mio odio e della mia allergia alla mimosa e si presenti in casa con un fascio di fiorellini gialli scatenando reazioni folli.
Per questo credo che l'iniziativa di Roma possa essere interessante per chi crede che l'8 marzo non ci sia nulla da festeggiare ma tanto su cui riflettere: non solo l'8 marzo, ma tutti i giorni di tutti gli anni.
Altrimenti tanto vale organizzare una ricorrenza per tutto e tutti, già che ci siamo, e convogliare inutilmente qui tutte le proprie energie...


