Lettera aperta a Sky Sport

Io capisco che si possa essere tifosi. Anzi, si deve essere tifosi. E capisco anche che i giornalisti non possono esimersi dal fare il tifo per una squadra rispetto alle altre.

Ma siccome che io (e tantissimi altri italiani) pago un abbonamento a Sky (e anche su questo c'è da discutere, approfondirò in un secondo intervento) vorrei che i commentatori della squadra di calcio per la quale faccio il tifo siano il più possibile obiettivi e non palesemente schierati e quasi infastiditi se devono gridare Gol quando non gli va.

A chi mi riferisco? A Maurizio Compagnoni, punta di Sky Calcio, che ogni turno di campionato mi/ci delizia con simpatici siparietti conditi da urla di giubilo e l'ormai storico "Rete, rete, rete", urlato a gran voce... sì, urlato a gran voce solo quando gli fa comodo!

Succede che il giorno della partita tra Fiorentina e Juventus sia stato chiamato a commentare proprio Compagnoni che, al gol della Juventus, ha tirato fuori uno scarno "Gol!" e al gol della Fiorentina ha sfoderato il meglio del suo repertorio: "Rete, rete, rete" urlato a squarciagola.

E succede che sabato scorso lo stesso Compagnoni si trovi a commentare Roma-Milan e, nel corso del secondo tempo, si lasci andare a grida di gioia, manifestazioni di giubilo nel raccontare il gioco della Roma, grida disperate e il solito "Rete, rete, rete" urlato a squarciagola.

Ora, ribadisco: nessuno obietta la possibilità/necessità di essere tifosi ma un giornalista sportivo non potrebbe essere un po' più obiettivo?

Oppure, ancora più semplice, non si potrebbe mandare Maurizio Compagnoni a fare le radiocronache da Marione?