viaggiare

Che viaggiatrice sono? ROSSA!

Navigando in su e in giù per il Web, mi sono imbattuta in questo simpatico (anche se abbastanza strampalato nella traduzione italiana eh!) test che mi ha aperto gli occhi sul tipo di viaggiatrice che sono in relazione al colore predominante uscito fuori dalle risposte.

"Il risultato del test è: Rosso
Il rosso è l´espressione della forza vitale, dell´energia, dell´attività nervosa e ghiandolare. E´ un colore "offensivo" intenso come attacante, reattivo, trascinante, operativo e competitivo che indica il bisogno di agire, di riuscire, di conseguire risultati. E´ forza di volontà; è desiderio di cose che offrano intensità di vita e pienezza di esperienza. Il rosso è impulso, è decisione, è volontà di vincere in tutte le sue forme di espressione e di potere; è azione attiva sia essa sport, competizione, erotismo. La percezione sensoria è l`appetito, il contenuto emotivo è il desiderio, la passione. Simbolicamente il rosso è il sangue vivo. Il sangue che pulsa. Il rosso è il momento presente. Chiunque scelga il rosso vuole dalla propria azione coinvolgimento e intensità di vita intesa come esperienza di sviluppo, di espansione, di creatività fino all´appagamento della sessualità. Il rosso rifiutato sottende la paura della propria impulsività e l´intensità e la potenza del colore possono essere vissuti minaccianti quasi come una forza da cui proteggersi e quindi da eliminare per poter ritrovare il controllo di se stessi. L´organo che ne risente di più è il cuore e chi ne patisce sono le persone che nel mondo del lavoro e degli affari si trovano in certi momenti della vita a soffrire di frustrazione e di ansia. Sono coloro cioè che si sentono deboli ed esauriti nelle loro capacitè di resistenza nel cercare una via d´uscita. La vacanza allora per chi ha un netto rifiuto del rosso sarà un ambiente "tranquillante" come la vacanza del colore blu per poter rigenerare le proprie risorse fisiche. Al contrario per chi sceglie il rosso come proprio colore, la vacanza sarà coinvolgente, dinamica, ricca di sports, di escursioni, di cose nuove, di libertà e con poche inibizioni ai desideri sessuali".

Ottimo, sono proprio io: sia come viaggiatrice che come persona!

Il test mi consiglia infine di andare in vacanza a:
- Saigon (Vietnam)
- Costa Smeralda (Italia)
- San Francisco (Stati Uniti)
- Tour Cambogia e Vietnam (Vietnam)
- I castelli irlandesi (Irlanda)
- New York (Stati Uniti)
- Mosca e Leningrado (Russia)
- Tour dei Paradores (Spagna)
- Crociera nei Caraibi (Stati Uniti)
- Crociera del Mediterraneo (Italia)

Scarto Costa Smeralda e Crociera nel Mediterraneo e tengo gli altri...

Paura di volare? Paura di essere liberi!

Sul Corriere di oggi leggo che la paura di volare affligge sempre più persone e che sempre più persone sono letteralmente angosciate e terrorizzate al punto da sciropparsi 32 ore di viaggio pur di non prendere un volo.  

A me, che notoriamente amo viaggiare e che notoriamente se potessi starei sempre con una valigia in mano, volare piace; mi piace il rito che accompagna il viaggio in aereo e che ogni volta si ripete, sempre uguale a sè stesso.

Un rito che inizia il giorno prima
con la preparazione della valigia in modo tale che possa essere passata come bagaglio a mano, che continua con la preparazione della borsa dentro la quale stivare acqua, libro, penna, medicine varie, cellulare, mutande di ricambio, fazzolettini, trucchi, chiavi di casa, pappa di vario tipo. E che passa per la ricerca del parcheggio per la macchina (parcheggiare a Fiumicino e Ciampino senza rimetterci lo stipendio è impresa da documentare!) o per i saluti al genitore o ai genitori che mi hanno accompagnata in aeroporto. E che arriva al check- in, al caffè che fa venire il cagotto al baretto dentro il terminale, alla scelta dei posti, all'ascolto della signorina che per l'ennesima volta enuncia le regole per salvarsi in caso di problema. E che termina con il fluttuare sulle nuvole magari appoggiata sulla spalla di un vicino di cui non si potrebbe fare a meno, il marito.

E' che io ho iniziato a viaggiare in aereo da quando ero piccola, i miei mi hanno abituata ad essere indipendente e autonoma e io ho preso la palla al balzo; così sono fermamente convinta che adorare l'aereo per me equivale ad adorare la libertà.

Nel momento in cui inizierò ad aver paura di volare allora inizierò a dubitare anche della mia libertà...

Si, viaggiare...

So di avere la vocazione al viaggio, è quasi una missione viaggiare per scoprire posti nuovi. Ogni volta che parto, di frequente, porto con me i vari pezzi del posto che visito e raramente ci trovo qualcosa di brutto.

Però porto sempre con me Roma, la città che amo di più in assoluto, la città che mi ospita da 28 anni, la città che profuma di storia e di smog, la città che tutti vogliono vedere almeno una volta nella vita.

Ma il sondaggio del Bit Tourism Award arriva proprio "a ciccio": sono appena tornata da un viaggio, ne programmo un altro e nel frattempo contribuisco seppur minimamente a decretare qual'è la destinazione da sogno per gli italiani. Sperando, magari, pure di vincere qualcosa.

Queste sono le mie scelte:
La città italiana che preferisci: Roma
La regione italiana che più ti piace: Toscana
La città estera dove vorresti vivere: Dublino
Il paese estero dove ti vorresti trasferire: Irlanda
Il viaggio che vorresti fare in Italia: Sicilia
Il viaggio dei tuoi sogni: Nuova Zelanda

Tanto ovunque vada, torno sempre al mio punto di riferimento... con il mio punto di riferimento!

La latitanza

Che cosa ho fatto in questo periodo di latitanza?

Vediamo: ho messo la fede al dito, sono partita per il Giappone, ho smarrito la valigia e pure un pò la testa.

E non ho neanche avuto il tempo di fare l'elenco dei buoni propositi per il 2008 e nemmeno l'elenco dei buoni propositi per questo blog, cosa assai meno interessante di tante altre che accadono nel mondo.

Prima però devo riordinare le idee sul viaggio in Giappone e sui giapponesi... e vi assicuro che non è roba da poco!

Chetipo di viaggiatore sono? Adventure&Fitness

Le vacanze sono un buon modo per sperimentare cose nuove. Per mettersi alla prova. Per mettersi anche solo in moto. Se stai fissa nello stesso posto per tutto il tempo, tendi ad annoirati. A meno che non ci sia un programma denso di opportunità. Se qualcosa non funziona, lo spirito di adattamento non ti manca. E nemmeno una certa dose di humour.

Me l'ha detto il sito di Style.it a questo indirizzo e io ci credo. Davvero ci credo!Cool

Vacanze, vacanze, vacanze... meme, meme, meme

mare.jpgOdio i meme che mi sembrano una roba simile alle catene di Sant'Antonio ma mascherate da qualcosa che all'apparenza sembra più intelligente.

Stavolta però mi è capitato tra le mani un meme che potrebbe essere divertente: il meme delle vacanze.

Essendo che è 1 agosto, essendo che ho poca voglia di fare quel che dovrei fare, ho deciso di mettere da parte lo sdegno nei confronti dei meme e rispondere alle domande.

Chi si vuole cimentare può farlo senza ritegno...

1 - Vacanze al mare o in montagna?

Mare, la montagna è roba da sciatori in inverno. In estate mi mette una tristezza addosso... In realtà la mia vacanza ideale è quella itinerante in giro per Paesi, con la valigia pesante dietro e una guida in mano...

2 - Cosa apprezzate di più delle vacanze?

La scoperta continua di nuove culture, il fatto di staccare la spina da tutto e tutti, spesso anche da se stesse, il fatto di non avere programmi fissi e schemi rigidi da rispettare... la pace dei sensi, in quattro parole...

3 - Se ci andate, dove andate quest'anno e in che periodo?

Non ve lo dico dove vado nè quando vado:D

4 - Quale vacanza sognate?

Tutte!!!!!!! L'importante è che si parta, sempre, comunque e quantunque...

Del come ci si veste quando si viaggia in aereo

viaggiareinaereo.jpgIo sono una di quelle persone che quando viaggia in aereo deve stare comoda: ciò vuol dire scarpe da ginnastica o sneakers, pantaloni comodi, maglia a maniche corte, maglia a maniche lunghe e scialle. Più ovviamente la borsa a mano dove tenere il libro, l'acqua e i fazzoletti.

Ogni volta mi diverto però ad osservare come è vestita la popolazione che viaggia in aereo e ogni volta mi chiedo se ad essere strana sono io o sono gli altri.

Qualche tempo fa, in partenza per Madrid, insieme ad una delle mie compagne di viaggio notavamo la differenza abissale tra noi e un gruppetto di ragazze più o meno della nostra età in partenza sullo stesso volo: noi eravamo disinvoltamente a nostro agio con pantaloni oversize, Converse ai piedi e magliettina semplice semplice.

Loro non proprio a loro agio con minigonne ascellari o pantaloncini girocoscia, canottierina, maglia a maniche lunghe annodata sul collo (??) e scarpine con tacco a rocchetto o ballerine.

Invece sempre qualche tempo fa, in partenza per Amsterdam, ci siamo deliziati con una coppietta abbigliata come segue: lei in shorts cortissimi, canottierina scollata scollata, borsa griffata in una mano, bottiglietta dell'acqua in un'altra, occhialoni da sole e scarpine rasoterra molto molto glamour.

Lui: pantaloncino a quadrettini, maglietta da fighetto palestrato stretta stretta, cavigliere e polsiere colorate, sneakers griffate e borsa in tono con le scarpe.

Ora, a parte che qualcuno potrebbe sostenere che potrei farmi gli affari miei e avrebbe anche ragione, ma quello che mi chiedo sempre quando viaggio è: viaggiano in aereo conciati come se stessero andando nella villa di Lele Mora in Sardegna nella speranza che qualcuno li noti e li conduca nel dorato mondo dello show business oppure si viaggia in quella maniera perchè anche nella vita di tutti i giorni ci si veste in quel modo e non ci si sente a proprio agio se ci si veste diversamente, più comodi?

Non so ma è come presentarsi ad un matrimonio di mattina vestiti di nero oppure ad un matrimonio la sera con un abito corto: in questi casi vale assolutamente il detto che la classe non è acqua è proprio vero.

E certe volte, come quando si viaggia in aereo, sarebbe meglio pensare che non si sta andando alla sfilata di moda e soprattutto che se per colpa dei nostri tacchetti la coda per mettersi seduti si allunga drasticamente e non scorre, qualcuno potrebbe anche lamentarsi. E non avrebbe poi tutti i torti.

La ragione non è sempre dei fessi

valigia.jpgA proposito delle valigie, guardate un pò che mi tocca leggere qua?

Ok, la fonte sarà anche affidabile per l'opinione comune ma se mi si consiglia di infilare in valigia "salviettine umide, fazzoletti di carta, rullini, macchine fotografiche, telo mare, penne, block notes, piccolo dizionario del luogo in cui si va o anche solo d'inglese, indirizzi e numeri di telefono, sveglietta, forbici, occhiali da sole, mini-kit per il cucito, cappellino, pettini e spazzole, k-way, passaporto, carta di credito (con password relative), patente, documenti di viaggio, voucher" comincio a spaventarmi ma anche a capire perché la gente, quando viaggia, sembra stia traslocando. Dico io: che diamine ci devi fare con il mini-kit per il cucito? Improvvisarti sarta per la popolazione locale?

Ok, sono certa che il Tgcom ci regala sempre perle di saggezza ma sono ancor più che certa che con l'estate si sbizzarrisce del tutto...

Si, viaggiare... con la valigia leggera!

valigia.jpgCi siamo, più di mezza Italia si sposta per le vacanze estive: chi sceglie il mare, chi la montagna, chi le città d'arte, chi i viaggi esotici.

Così le autostrade si riempiono all'inverosimile, le partenze intelligenti saltano drasticamente perchè ormai tutti partono in orari strampalati in modo da evitare le code che inevitabilmente si formano, gli aeroporti scoppiano di persone. E soprattutto di bagagli.

Essì, perchè se c'è una cosa che proprio non cambia con il passare del tempo è la tendenza tutta italiota a viaggiare con non si sa quanti bagagli quando si va in vacanza.

C'è la coppia che porta dietro due trolley medio-grandi, due borse a mano e la borsa classica da passeggio.

La famiglia invece porta nell'ordine: il trolley della madre, quello del padre, quello del bambino piccolo, quello del bambino grande, la borsa con i giochi, quella con i pannolini e, se ci scappa, pure il passeggino.

Per non parlare di quelle persone che si portano dietro due valigie pesanti, ma talmente pesanti e piene, che alla richiesta di pagare il supplemento e alla loro risposta "ma come, pesa così tanto?" sarebbe da prenderli e mettere loro in valigia o in stiva.

Io, che la valigia la so fare veramente, ormai riesco a contenermi e viaggio, udite udite, con un solo trolley (anche e soprattutto di quando si tratta di tanti giorni di viaggio) che carico come bagaglio a mano ed uno zainetto piccolo piccolo piccolo nel quale metto il libro e l'acqua.

Il segreto è semplice: basta non esagerare, visto che non si sta traslocando, basta scegliere con criterio senza portarsi dietro 10 paia di scarpe, 10 magliette e 7 paia di pantaloni.

E, soprattutto, basta fare economia sugli accessori per il bagno: se si va a Londra, per esempio, è proprio necessario portarsi dietro bagnoschiuma, dentifricio, shampoo e cremine varie? Non si sta mica andando in Burundi, che diamine, una profumeria (e che profumeria!) si troverà pure e a meno di strane esigenze, beh, un fetente di shampoo conosciuto si trova, eccome se si trova.

souvenir.jpgIl brutto del viaggiare in aereo, ormai ne sono convinta, è però il ritornoquando il turista italiano medio si presenta al check in con il solito monte bagagli dal quale preleva astutamente, e senza farsi vedere, quel carico di buste, bustone e nuove valigie all'interno delle quali ha stipato tutti i souvenir (per la maggior parte inutili o recuperabili pure in Italia) del suo viaggio: il sombrero da Barcellona, la borsa con su scritto LondraLondraLondraLondra, la pentola per la paella da Valencia e così via.

Senza contare chi, incurante del fatto che ormai anche a Roma, Milano e in tutta Italia ne hanno aperti, si porta a casa buste contenenti tutto il guardaroba di Zara, H&M, Bershka e via via via...

E a tutto ciò si aggiunga il simpatico abbigliamento di chi parte in aereo per le vacanze... ma questo è un altro capitolo...

C'ho la mentalità anglosassone ma mi piace il mare

una_mamma_per_amica.jpgQuando sento certe paranoie tutte italiane mi rendo conto di avere una mentalità decisamente anglosassone.

Io non mi faccio problemi se fuori piove (prendo l'ombrello o mi infilo il cappuccio, che fa?), non mi faccio problemi se ci sono le code alla posta o alla banca (mi metto in fila, ordinatamente, sperando che facciano la stessa cosa gli altri), non mi interessa di avere sempre il trucco sugli occhi, i tacchi alti e i capelli a posto; mi piace divertirmi, uscire, guardare il mondo da una prospettiva mondocentrica e pensare che la cosa migliore nella vita sia viaggiare, vedere posti nuovi e conoscere culture nuove e diverse.

Quando guardo le madri italiane, per esempio, mi rendo conto che se avessi un figlio forse sarei diversa da loro: che non portano il figlio a spasso quando ci sono le nuvole, che non lo imbarcano su un aereo fino a quando non ha compiuto la maggiore età, che si rammaricano quando il loro adorato figliolo, a 30 anni compiuti, ha deciso di metter su famiglia e per farlo ha deciso di chiedere solo un "piccolo aiuto" a mamma e papà (che, detto in parole povere, corrisponde a tutta la liquidazione del padre e metà di quella della madre).

Ecco, io mi immagino un figlio educato a saper vivere il mondo, a saper vivere per conto suo, ad essere pronto per vivere la sua vita in modo pieno e completo fin dalla maggiore età, ad aver bisogno solo di se stesso e ad avere una sete di conoscenza a 360°, nella consapevolezza che a casa, in qualunque posto nel mondo, ci sono sempre i genitori pronti ad aiutarlo in caso di bisogno. E non per comprare l'ultima auto sportiva o l'ultimo modello di jeans.

Poi guardo il mare e sento il tepore del sole sulla pelle e tutte le mie certezze sembrano, all'apparenza, farsi più fragili: quanto la nostra provenienza ci condiziona? E quanto la nostra provenienza ci rende uguali agli altri? Ma, soprattutto, quando si pensa sempre di voler scappare dal posto in cui si vive è del tutto vero che lo si fa per fuggire da se stessi?