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Il mio blog è blu

Ho letto da Sara dell'esistenza di un test che identifica la propria personalità in relazione al proprio blog e sono corsa a farlo, giusto per smorzare i patemi legati agli exit poll.

Risultato: il mio blog è blu per questo, questo e quest'altro motivo.

"Your blog is a peaceful, calming force in the blogosphere.
You tend to avoid conflict - you're more likely to share than rant.
From your social causes to cute pet photos, your life is a (mostly) open book".

In effetti è blu davvero Laughing

Morirò di blog...

Io pensavo che il mio ego si pompasse e invece, patatrack, ecco quel che mi succederà fra un po'.

Magari ho ancora un po' di tempo per evitare la catastrofe...

Senza Blogbabel i blogger-protagonisti che faranno?

Che dire: solo qualche giorno fa ho scritto che non entrerò mai in BlogBabel perchè la schiera dei blogger protagonisti è già ampia ed essendo il mio un blog completamente inutile è inutile entrare nelle tanto richieste classifiche e statistiche.

Oggi navigando qua e là scopro che Blogbabel ha chiuso, temporaneamente, perchè chi lo gestisce s'è stufato.

Siccome io penso che se uno è proprietario di qualcosa fa bene a farne l'uso che ne preferisce, se la persona che gestisce BB si è scocciato ha fatto bene a chiudere baracca e burattini.

Ma adesso come faranno tutti quelli che, giornalmente, tentano di scalare la classifica per arrivare "seeempre più in alto" e dimostrare alla blogosfera intera di essere dei veri leader?

Perchè ribadisco quello che ho scritto in passato e che ho sempre sostenuto quando qualcuno mi ha chiesto un'opinione: i blogger italiani hanno la smania di primeggiare, cercano magari un modo per emergere, per diventare dei personaggi e siccome alcuni di loro si sono costruiti, giustamente o meno, una certa credibilità sul Web, necessitano di classifiche e numeri che giustifichino la loro maestria.

Questa me la voglio godere, giuro...

Ps: sono straconvinta che BlogBabel abbia agito correttamente per avere un certo ritorno... vi immaginate quante visite, quante suppliche di riapertura, quanta visibilità maggiore?

Ecco perchè non uso Tumblr, Blogbabel e compagnia bella

Cioè, lo spiega lei qua.

Perchè è roba da blogger egocentrici che vogliono diventare qualcuno come dimostrano tante risposte al post rubato ad Orientalia.

Dunque, continuate a non leggermi che tanto scrivo cazzate ma io, nonostante gli inviti, su Tumblr, Blogbabel e simili non ci vado.

 

Sono finita su Style.it

Qua. Giusto per il gusto di lamentarmi Tongue out

Sono qua.

Traslochi in corso, nuovo blog!

Era arrivato il momento di traslocare e così, dopo una gestazione velocissima e grazie al Milord della grafica e della programmazione, posso finalmente annunciare ad alta voce:

Siore e siori (rullo di tamburi) ecco a voi il mio nuovo blog!

E se volete, citofonate pure: un buon bicchiere di vino e una carbonara non si negano a nessuno!

Di donne, blog e Internet

Qualche tempo fa si ragionava sul rapporto tra Internet e le donne, anzi nello specifico tra noi donne i blog; e si conveniva che il blog è prima di tutto lo strumento tramite il quale noi ci sfoghiamo, ci teniamo in contatto con gli amici e le persone care, creiamo relazioni di amicizia con persone che conosciamo solo tramite la Rete.

blog_2.jpgStamattina scopro però che nell'immaginario comune (anzi, nell'immaginario dell'uomo medio che più medio non si può e, udite udite, della donna media che è tradizionalmente contro quelle del suo stesso sesso) una donna che tiene un blog è una donna che toglie spazio allo shopping o, peggio ancora, alle pulizie di casa.

Leggendo qui ho scoperto che sul Foglio (l'articolo completo è questo) è uscito un articolo in cui si parla di "certi blog meravigliosi, di solito di femmine, dove si fa altissimo pettegolezzo sentimentale: l'amore le corna e le altre sciocchezze [...] Una condivisione strepitosa di segreti, il diario con il lucchetto senza più il lucchetto e a disposizione del mondo intero [...] Il resto è una noia bestiale, tempo rubato allo shopping, al divano, al bucato, e alle ragazze. È la portinaia che smette di parlare alle spalle e comincia a inventarsi sermoni sul mondo incollando frasi di Michael Moore [...] poi pretende che il mondo le dia ragione e anzi dica: wow, ma dove ti eri nascosta, tu meriti molto più di un blog".

Sono d'accordo nella parte in cui si sostiene che tutte le blogger, anche quelle che non sanno neanche scrivere in italiano (e di esempi orripilanti in giro ce ne sono fin troppi) vorrebbero diventare le nuove Selvaggia Lucarelli.

Ma sono completamente in disaccordo con tutto il resto e l'idea di essere considerata "femmina" non è che mi vada proprio a genio; tra l'altro far passare l'idea un blog femminile non è altro che un luogo dove fare del pettegolezzo pecoreccio mi sembra roba da manuale spicciolo del luogo comune.

Ancora di più mi innervosisce l'idea che la donna che scrive il blog venga considerata una sorta di aliena non in grado di gestire la sua eventuale conoscenza di Internet, di computer e di tecnologie e dunque non degna di attenzione quanto una donna che, sulla carta stampata, scrive le stesse cose che il, pinco pallina chiunque, scrivo sul blog.

Che sia il pettegolezzo, che sia l'ultimo desiderio modaiolo, che sia la riflessione sul senso profondo delle cose, che differenza passa tra me che lo scrivo sul blog e una che invece lo scrive su uno dei tanti giornaletti-spazzatura venduti in edicola a 1,50 euro?

Certo, si parla della signora X non certo della blogger famosa, anzi della giornalista che al blog ci è arrivata così, tanto per fare qualcosa: in quel caso il blog diventa il necessario completamento, il frutto di cotanta intelligenza, la stessa intelligenza che va diffusa anche a quelle donne che, ahimè, hanno la sfortuna di non aver capito che il loro pettegolezzo pecorecciante non serve a nessuno.

Peccato che si stia ancora a questo punto in Italia, peccato davvero che noi donne continuiamo ad essere considerate pari a zero quando parliamo o ci interessiamo di tecnologia... peccato davvero...

Giusto per la cronaca: Annalena Benini, l'autrice del pezzo su Il Foglio, avrà mica una pistola puntata alla tempia che la obbliga a leggere i blog di queste quattro femminelle che parlano di gossip e pettegolezzi? Mi sta sorgendo questo dubbio... 

All'aperitivo di Grazia io quasi quasi ci vado

grazia.jpgPer una volta una certa stampa milanese, quella che leggo io insomma (dicasi le varie Grazia, Donna Moderna, Cosmopolitan, Glamour e come scordare il mio amato Velvet) sbarca a Roma per un aperitivo aperto alle blogger.

Almeno, mi pare di aver capito questo... comunque ho capito che il 30 settembre prossimo all'Auditorium di Roma, dalle 18.30, ci sarà questo aperitivo organizzato dal settimanale Grazia.

L'invito postato da Laura sul blog di Grazia è invitante: gadget, cocktail, musica, bella gente e brava gente...

Siccome gioco in casa io penso proprio che ci sarò... calamità e disastri permettendo. Ah, parcheggio e traffico permettendo...

Poi magari il giorno dopo andrò in giro con aria da saccente e dirò "lei non sa chi sono io" e "lei non sa dove ero io ieri sera"; o magari, più semplicemente, dirò "mah, mi aspettavo di meglio".

Comunque ci sarò, eccome se ci sarò... 

Tenere un blog è difficile

blog.jpgTenere un blog personale è proprio difficile. Perché devi aggiornarlo sennò che lo scrivi a fare, perché devi scrivere in maniera comprensibile sennò chi ti legge non capisce nulla, perché devi trovare sempre qualcosa di cui scrivere.

Ma soprattutto perché devi decidere se tenere un blog per fare successo, sperare che qualcuno magari ti noti, tirare su qualche soldo oppure per il gusto di scrivere, farti leggere dai tuoi amici, trovarne di nuovi, dare libero sfogo alle tue idee.

E' questa quella che io chiamo la sottile linea divisoria tra chi usa i blog come strumento per comunicare con gli altri e con se stesso e chi, furbescamente, usa i blog per un secondo fine.

Questa seconda categoria mi fa una tristezza assurda, ma proprio assurda: perché il sedicente blogger crede che il popolo di Internet sia scemo e allora lancia la carota all'asino e spera che abbocchi all'amo, sotto sotto bramando dal desiderio di diventare parte di quella folta schiera di blogger diventati "famosi" senza alcun motivo o senza alcun merito.

Qualche tempo fa ho scoperto che c'è pure gente che scrive il blog e fa di tutto pur di apparire ai primi posti nelle classifiche "ufficiali", che c'è gente che inserisce annunci pubblicitari per guadagnare, che c'è gente che compete con altri blogger e ruba i messaggi.

E non aggiungo altro...

Comunque, per tornare a noi, tenere un blog è proprio difficile: perché se scrivi dei massimi sistemi del mondo rischi di cadere nel banale, perché se scrivi delle tue "rosse" è chiaro che non interessa a nessuno (nemmeno a chi divide il bagno con te!), perché se scrivi del tuo capo devi stare attenta a non ferire la sua sensibilità e se scrivi dei tuoi vicini di casa devi frenarti per evitare di scrivere improperi querelabili.

Per me tenere un blog è ancora più difficile: perché a tutto ciò che ho citato si aggiunge la fenomenale capacità personale di svagare troppo, di stancarmi troppo presto, di lasciare le cose a metà.

Però di una cosa sono certa: classifiche, competizioni, furtarelli, scopiazzamenti, furbate non mi interessano proprio. Almeno non qui. Capitoooooo?