vita
DO-DO-DO-DO-DO-DO-DORA-DORAEMON!
Inviato Gio, 13/03/2008 - 16:52 da VeruTra dicembre e gennaio sono stata in Giappone, un sogno che si è avverato e blablabla. Tra dicembre e gennaio sono tornata ancora più bambina di quel che sono normalmente, mi sono persa nei meandri degli anime e dei manga giapponesi, ho gustato il piacere di sfogliare gli originali, di gironzolare in uno dei tanti negozioni di giocattoli perdendomi tra scaffali pieni di Hello Kitty, diavolerie varie e Doraemon.
Un giorno mentre girellavo per un centro commerciale di Roppongi (o Ebisu, boh?) ho visto il poster del nuovo film di Doraemon: Eiga Doraemon: Nobita to Midori no Kyojin Den!
Mi sono illuminata, sono impazzita alla ricerca di tutte le informazioni possibili ma chiaramente mi sono trovata di fronte tantissimi muri invalicabili a causa della lingua incomprensibile: ho solo capito che stava per uscire al cinema e che forse, come molti dei prodotti giapponesi, non arriverà mai in Italia.
E allora mi sono intristita e mi sono riempita la valigia di Doraemon-pupazzetti e stranezze targate Hello Kitty, tanto per fare uno sgarbo a chi ama questo gatto blu e non è mai stato in Giappone:)
I sociologi e quelli che non hanno niente da fare mi etichetterebbero come Kidult, ovvero una quasi trentenne che si atteggia ad adolescente ma nessuno si curerebbe di capire il perchè a tante persone, me compresa, i pupazzetti piacciono tanto, ci piace tanto Doraemon e impazziamo per Hello Kitty.
Il punto è che la vita va presa con leggerezza e allora se un pupazzetto che vola e che tira fuori dalla sua pancia oggetti di tutti i tipi mi permette di fantasticare, che male c'è? Non fa più male essere indifferenti alla vita piuttosto che prenderla con il sorriso sulla bocca e un pizzico di ingenuità?
Il cubo di Rubik e la vita
Inviato Mar, 24/07/2007 - 09:16 da Veru
Ho insistito io per comprarlo quando l'ho visto alla Mondadori con la scusa che mi ricordava l'infanzia, che nei caldi pomeriggi estivi avrei potuto passare del tempo utile a stimolare la mia mente, che sarebbe stato divertentissimo.
Ovviamente l'ho tenuto in mano il tempo sufficiente per suggerire al mio cervello di lasciare stare.
Adesso è lui che sta impazzendo dietro il cubo di Rubik, che cerca il modo per formare una facciata dello stesso colore, che cerca il modo per non perdere le staffe quando invece potrebbe tranquillamente.
Ragionavo qualche giorno fa sul fatto che il cubo di Rubik è un po' la catastrofica rappresentazione di una vita normale: aggiusti una facciata e se ne rompe un'altra e fino a quando non trovi la soluzione, quella che ti permette di mettere tutti i colori e i pezzi al loro posto, rischi di impazzire, di perderti, di non trovare la strada.
Che poi se ci penso bene pure trovare la soluzione è come mettere fine ad un bel gioco e restare con un pugno di mosche; è sempre come la vita. Trovi la soluzione e poi che fai, vegeti?
Comunque ho proposto un'idea geniale: diamoci un tot di tempo e poi sbirciamo la soluzione su Internet.
Nella vita non si può fare ma con il cubo di Rubik si e allora perché non approfittarne?
E' difficile la vita o siamo complicati noi?
Inviato Mer, 11/07/2007 - 17:29 da VeruQuante volte ci è capitato, nella vita di tutti i giorni, di prestare attenzione solo a ciò che ci faceva comodo facendolo passare per l'ennesimo atto di filantropia gratuita?
Quante volte abbiamo pensato "avrei potuto fare così, aiutarla in quel modo, agire in questo modo per evitare il suo tracollo"?
Quante volte abbiamo pensato "beh si, io nei suoi panni non vorrei esserci ma io nella sua situazione non ci potrei mai finire" oppure "se l'aiuto poi magari prendo la fregatura, se ne approfitta e io finisco per diventare la zimbella della situazione"...
Quante volte... è che troppo spesso ci piace pensare che la vita sia troppo complicata per spiegarla, per capirla, per evitare le paranoie quando invece comincio a pensare che ad essere complicati siamo noi, con le nostre paure, la nostra ansia, il nostro voler costantemente (spesso inconsciamente) far credere di essere migliori e di giudicare.
Ad essere complicati si perde tutto il gusto per le cose semplici, per le cose che vengono dal cuore, per le cose che parlano di noi e raccontano del nostro modo di essere.
Ad essere complicati si perde il bello della vita che da sola sarebbe pure semplice se non fosse che per quei dannati nodi che ogni tanto si incontrano sul proprio sentiero...


