Internet
Ma tu su Facebook ci sei? E su Linkedin? E Twitter non lo usi?
Inviato Mer, 02/07/2008 - 07:09 da VeruMi piace il mondo del social networking: trovi gente che non sapevi che fine avesse fatto, conosci gente nuova, ti metti in contatto con persone che vivono dall'altra parte del mondo.
Bello, bello, bello... tutto bello se non fosse che tra password, applicazioni diverse, persone diverse anche se ricorrenti, strategie diverse io non ci stia capendo più niente e magari qualcuno si ritroverà un messaggio destinato ad un'altra persona.
E io che pensavo che con l'estate le cose andassero un po' meglio...
Ps: oggi c'è il Palio di Siena, per chi proprio non può fare a meno di leggere gli stucchevoli racconti di un'ex studentessa fuorisede a Siena può andare qua.
Le pagelle su Internet? E al digital divide chi ci pensa, io?
Inviato Mar, 13/05/2008 - 13:09 da VeruBrunetta dice che le pagelle scolastiche saranno messe su Internet per evitare l'utilizzo, ormai vecchio, della carta.
Ma Brunetta lo sa che, dati Istat alla mano, il 30% delle famiglie in cui vive almeno un minorenne non possiede un pc e oltre il 40% non accede ad Internet da casa?
E lo sa che al Sud il computer è diffuso nel 42,7% dei nuclei contro il 50% medio di Centro e Nord.
E lo sa che, anche se il pc in casa c'è (71,2% dei casi), i genitori non sanno neanche accenderlo (39,2% dei 45-54enni usa Internet!)?
Giusto per citare quei dati che a Brunetta piacciono tanto...
Current Tv non mi convince: ecco perchè!
Inviato Ven, 09/05/2008 - 08:39 da VeruNon so perchè ma è da quando è stata diffusa ufficialmente la notizia relativa all'inizio delle trasmissioni di Current Tv che il mio pensiero ricorrente è lo stesso: non mi convince.
A parte che non mi convince Al Gore per i motivi riportati da Sara qui, ma questa è un'altra storia. Collegata, ma diversa.
E a parte che ogni volta che mi trovo davanti Al Gore mi ricordo di una famosissima puntata di South Park in cui viene mostrata la sua ossessione per una sorta di animale-uomo-invertebrato che lui stesso chiama UomoOrsoMaiale e non posso fare a meno di ridere come una deficiente. Ma anche questa è un'altra storia, collegata ma diversa.
A parte queste considerazioni, comunque, Current Tv non mi convince perchè mi sembra semplicemente che non aggiunga nulla a ciò che esiste già: voglio dire, Al Gore e soci hanno cavalcato l'onda entusiastica generata da YouTube e similari e, avendo a disposizione un bel mucchio di dollaroni da investire e con cui "comprarsi" le emittenti nazionali, non hanno fatto altro che trasferire in tv quello che YouTube da anni fa su Internet.
Lui sostiene si tratti di sola informazione e non, come accade su YouTube, dell'inserimento indiscriminato di contenuti ma curiosando su Current Tv si scopre che in realtà i video non sono relativi quasi mai all'attualità e alla politica (come invece lo stesso Al Gore ieri ha voluto far credere alla stampa e ai blogger- manispellate che sono accorsi a Roma!) ma sono quasi sempre relativi a notizie spettacolari, casi umani e similari. Ieri, per esempio, è stato trasmesso un servizio su un tipo che ha costruito una specie di meccanismo che permette di volare e la storia di una tipa che si è redenta e ora è seguace fanatica di Dio: ecco, per me questa mica è informazione, poi boh magari sono strana io...
Altra cosa che non mi convince è la pretesa di voler essere considerati una piattaforma senza censura, cosa affatto vera: perchè i video inviati dagli utenti vengono sottoposti all'attenzione della redazione di Current che li seleziona e decide quali sono idonei e quali no. E questa, in una tv "innovativa" e user-friendly, è censura a casa mia. Necessaria, sia chiaro, ma sempre censura è!
Io per ora mi baso sul visto, che è in parte relativo alle versioni americana e inglese di Current Tv, per cui per un giudizio finale aspetterò la versione italiana seria, quella fatta davvero dai video degli utenti italiani: sono convinta che Tessarolo saprà fare bene, che Current attirerà masse di videoamatori convinti di poter diventare i nuovi Gabriele Muccino o le nuove Iene... ma lo stesso Current Tv non mi convince, non mi convince affatto...
Ecco perchè non uso Tumblr, Blogbabel e compagnia bella
Inviato Mer, 19/03/2008 - 18:51 da VeruCioè, lo spiega lei qua.
Perchè è roba da blogger egocentrici che vogliono diventare qualcuno come dimostrano tante risposte al post rubato ad Orientalia.
Dunque, continuate a non leggermi che tanto scrivo cazzate ma io, nonostante gli inviti, su Tumblr, Blogbabel e simili non ci vado.
Di donne, blog e Internet
Inviato Mar, 25/09/2007 - 13:09 da VeruQualche tempo fa si ragionava sul rapporto tra Internet e le donne, anzi nello specifico tra noi donne i blog; e si conveniva che il blog è prima di tutto lo strumento tramite il quale noi ci sfoghiamo, ci teniamo in contatto con gli amici e le persone care, creiamo relazioni di amicizia con persone che conosciamo solo tramite la Rete.
Stamattina scopro però che nell'immaginario comune (anzi, nell'immaginario dell'uomo medio che più medio non si può e, udite udite, della donna media che è tradizionalmente contro quelle del suo stesso sesso) una donna che tiene un blog è una donna che toglie spazio allo shopping o, peggio ancora, alle pulizie di casa.
Leggendo qui ho scoperto che sul Foglio (l'articolo completo è questo) è uscito un articolo in cui si parla di "certi blog meravigliosi, di solito di femmine, dove si fa altissimo pettegolezzo sentimentale: l'amore le corna e le altre sciocchezze [...] Una condivisione strepitosa di segreti, il diario con il lucchetto senza più il lucchetto e a disposizione del mondo intero [...] Il resto è una noia bestiale, tempo rubato allo shopping, al divano, al bucato, e alle ragazze. È la portinaia che smette di parlare alle spalle e comincia a inventarsi sermoni sul mondo incollando frasi di Michael Moore [...] poi pretende che il mondo le dia ragione e anzi dica: wow, ma dove ti eri nascosta, tu meriti molto più di un blog".
Sono d'accordo nella parte in cui si sostiene che tutte le blogger, anche quelle che non sanno neanche scrivere in italiano (e di esempi orripilanti in giro ce ne sono fin troppi) vorrebbero diventare le nuove Selvaggia Lucarelli.
Ma sono completamente in disaccordo con tutto il resto e l'idea di essere considerata "femmina" non è che mi vada proprio a genio; tra l'altro far passare l'idea un blog femminile non è altro che un luogo dove fare del pettegolezzo pecoreccio mi sembra roba da manuale spicciolo del luogo comune.
Ancora di più mi innervosisce l'idea che la donna che scrive il blog venga considerata una sorta di aliena non in grado di gestire la sua eventuale conoscenza di Internet, di computer e di tecnologie e dunque non degna di attenzione quanto una donna che, sulla carta stampata, scrive le stesse cose che il, pinco pallina chiunque, scrivo sul blog.
Che sia il pettegolezzo, che sia l'ultimo desiderio modaiolo, che sia la riflessione sul senso profondo delle cose, che differenza passa tra me che lo scrivo sul blog e una che invece lo scrive su uno dei tanti giornaletti-spazzatura venduti in edicola a 1,50 euro?
Certo, si parla della signora X non certo della blogger famosa, anzi della giornalista che al blog ci è arrivata così, tanto per fare qualcosa: in quel caso il blog diventa il necessario completamento, il frutto di cotanta intelligenza, la stessa intelligenza che va diffusa anche a quelle donne che, ahimè, hanno la sfortuna di non aver capito che il loro pettegolezzo pecorecciante non serve a nessuno.
Peccato che si stia ancora a questo punto in Italia, peccato davvero che noi donne continuiamo ad essere considerate pari a zero quando parliamo o ci interessiamo di tecnologia... peccato davvero...
Giusto per la cronaca: Annalena Benini, l'autrice del pezzo su Il Foglio, avrà mica una pistola puntata alla tempia che la obbliga a leggere i blog di queste quattro femminelle che parlano di gossip e pettegolezzi? Mi sta sorgendo questo dubbio...
Tenere un blog è difficile
Inviato Mar, 10/07/2007 - 17:00 da Veru
Tenere un blog personale è proprio difficile. Perché devi aggiornarlo sennò che lo scrivi a fare, perché devi scrivere in maniera comprensibile sennò chi ti legge non capisce nulla, perché devi trovare sempre qualcosa di cui scrivere.
Ma soprattutto perché devi decidere se tenere un blog per fare successo, sperare che qualcuno magari ti noti, tirare su qualche soldo oppure per il gusto di scrivere, farti leggere dai tuoi amici, trovarne di nuovi, dare libero sfogo alle tue idee.
E' questa quella che io chiamo la sottile linea divisoria tra chi usa i blog come strumento per comunicare con gli altri e con se stesso e chi, furbescamente, usa i blog per un secondo fine.
Questa seconda categoria mi fa una tristezza assurda, ma proprio assurda: perché il sedicente blogger crede che il popolo di Internet sia scemo e allora lancia la carota all'asino e spera che abbocchi all'amo, sotto sotto bramando dal desiderio di diventare parte di quella folta schiera di blogger diventati "famosi" senza alcun motivo o senza alcun merito.
Qualche tempo fa ho scoperto che c'è pure gente che scrive il blog e fa di tutto pur di apparire ai primi posti nelle classifiche "ufficiali", che c'è gente che inserisce annunci pubblicitari per guadagnare, che c'è gente che compete con altri blogger e ruba i messaggi.
E non aggiungo altro...
Comunque, per tornare a noi, tenere un blog è proprio difficile: perché se scrivi dei massimi sistemi del mondo rischi di cadere nel banale, perché se scrivi delle tue "rosse" è chiaro che non interessa a nessuno (nemmeno a chi divide il bagno con te!), perché se scrivi del tuo capo devi stare attenta a non ferire la sua sensibilità e se scrivi dei tuoi vicini di casa devi frenarti per evitare di scrivere improperi querelabili.
Per me tenere un blog è ancora più difficile: perché a tutto ciò che ho citato si aggiunge la fenomenale capacità personale di svagare troppo, di stancarmi troppo presto, di lasciare le cose a metà.
Però di una cosa sono certa: classifiche, competizioni, furtarelli, scopiazzamenti, furbate non mi interessano proprio. Almeno non qui. Capitoooooo?
Donne in Rete, il dibattito è aperto e interessante
Inviato Mer, 30/05/2007 - 14:42 da Veru
Si tratta del dibattito sul ruolo delle donne bloggher e sulle forme di partecipazione delle donne in Rete.
A scatenare la questione è stato l'intervento di Andrea Beggi che al FemCamp ha dissertato di "Blogging for Ladies: (quasi) tutto quello che una donna avrebbe voluto sapere sui blog e non ha mai pensato di chiedere. Come utilizzare meglio dei maschiacci tutte quelle robe dai nomi strani". L'intervento si trova a questo indirizzo.
A chiedersi se è vero che le blogger faticano a emergere perché in realtà scrivono più per loro stesse e che commettono più errori o padroneggiano meno questa forma di comunicazione è Sorelleditalia che appunto parte dall'intervento di Beggi al FemCamp.
Beggi ha infatti sottolineato come nei primi 100 blog non commerciali di Blogbabel ci siano solo 5 blog scritti da donne e di come in realtà le donne in Rete preferiscano in qualche modo crearsi una cerchia di fedelissimi e parlare a loro; nel suo intervento Beggi ha anche sottolineato come le donne partecipino poco alle discussioni online, non propongano spesso contenuti qualitativamente rilevanti e non siano in grado di utilizzare attentamente la tecnologia a loro disposizione.
In sostanza Beggi sposa la tesi di Danah Boyd, già citata in un altro mio post qui, la quale sostiene che ?le donne hanno una peculiare forma di socializzazione e di gestione dei legami personali. Tendono ad avere legami più forti, costituiscono reti di supporto, gruppi di persone che siano punto di riferimento e di confronto, magari di aiuto. Reti come queste nella vita quotidiana presuppongono la presenza fisica come componente fondamentale e, quindi, anche se traslate in Rete, portano inevitabilmente a creare e mantenere rapporti molto profondi con un numero più ristretto di persone?.
Tesi che supporto completamente in aggiunta al fatto che, secondo me, non si tratta di tendenza all'autoreferenzialità da parte delle donne che tengono un blogger nè di scarsa padronanza della materia e/o della tecnologia, quanto probabilmente della volontà/possibilità di scegliere di cosa parlare senza badare troppo all?audience e scegliendo il target cui rivolgersi.
Sposa la mia stessa tesi Roberta Bartoletti di Lamemoriadelle cose, presente al FemCamp, cui rimando per un interessante approfondimento/dibattito.
A questo punto sono io a chiedermi: il messaggio giustifica il mezzo? E il mezzo, da solo, può essere considerato lo strumento necessario per far arrivare il messaggio?
Francamente non credo: il mezzo è funzionale al messaggio ed è chiaro che il blog personale della sottoscritta non ha bisogno di finire su Technorati o su BlogBabel o chicchessia, dal momento che a ben pochi interessa sapere come si è vestita la sottoscritta per andare a lavoro o cosa ha mangiato la sera. Diventa un chiaro strumento di visibilità nei casi in cui si parla di blog a tema, blog professionali o aggregatori di soggetti intorno ad un tema.
Ma la specificità di genere non è certo la discriminante...


