dilemmi del vivere quotidiano
Vabbè, ricominciamo a vivere come al solito...
Inviato Mer, 16/04/2008 - 08:43 da VeruAnche perchè, poi, che altro dovremmo fare?
Io peraltro, nei mesi avvenire, dovrò:
- preoccuparmi di un paio di nuovi progetti
- mettere mano ai libri per gli esami di giugno
- capire qualche cosetta sull'Ordine dei Giornalisti (e qua sì che ci sarà da ridere)
- andare al mare (e che questo momento arrivi presto!)
- sistemare 3-4 cosette di salute, sempre se si riesce
In più vorrei continuare ad occuparmi delle persone a cui voglio bene, che sono anche quelle che danno un senso alla mia vita.
Guarderò passare il resto, mi incazzerò se sarà necessario, tirerò fuori qualche sorriso ma diciamolo: sarò un bel po' affaccendata...
Perchè, come dice il buon vecchio De Gregori: "non c'è niente da capire".
Giustamente...
Inviato Gio, 31/01/2008 - 09:47 da Veru... ci tira fuori un memoriale che diventerà, sono sicura, libro in breve tempo la nostra signora Mastella.
Che stanchezza mamma mia.
Voglio andare a vivere in campagna
Inviato Mar, 05/06/2007 - 21:49 da Veru
Io in campagna ci vivo. La sera e la mattina sento gli uccellini cinguettare, i gatti che fanno le fusa o che se le danno di santa ragione, l'odore dell'erba tagliata e quello delle cose pulite stese ad asciugare.
In campagna dicono si viva meglio, per questo, questo e quest'altro motivo.
Però se chiedi a qualcuno di cambiare il proprio monolocale una camera, mezzo bagno, mezzo soggiorno con una villa fuori dalla città, immersa nel verde, con il prato e il parco intorno, la faccia si incupisce, la bocca si storce tutta e bisogna ringraziare il cielo se non si viene presi per pazzi.
Perché a pochi piace rinunciare alla comodità del supermercato sotto casa, della palestra a 2 minuti, del cinema a 5 minuti e della passeggiata a portata di mano; e a pochi sembra intelligente abbandonare la città e diventare provinciali, burini si dice a Roma, perché fa più figo vivere in centro e pensare di far parte del mondo.
Poi che ci interessa se il nostro cervello ne risente, il nostro fisico grida e il nostro portafogli non ne può più: l'importante è pensare di essere al centro della ruota che gira, di avere a portata di mano relazioni sociali appaganti e di non vivere l'abbrutimento "da cane e gatto".
Perché essere trendy e glamour vuol dire pure vivere in città, mica fare la vita dei contadini. O no?


