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In Italia non si leggono libri: ecco la vera lezione della questione Travaglio-Schifani

Premesso che ritengo si sarebbe potuta scatenare prima una bagarre, che si sarebbe potuto evitare di attaccare adesso chi è attaccabile da anni, ma adesso mi chiedo: Schifani chi querela? Travaglio? E perchè lo querela?

Perchè ha letto dei passi riportati su un libro uscito un anno e mezzo fa, scritto da autori blasonati a destra e sinistra e di cui nessuno ha parlato, se non in termini entusiastici ma mai nello specifico?

Cioè, se una cosa è scritta e uno la riporta leggendola pari pari di cosa dovrebbe essere accusato? Di averlo fatto davanti a milioni di italiani e, per questo, di aver reso pubblica una notizia (vera o falsa non lo so e non mi interessa affatto saperlo adesso come adesso) che non è trapelata perchè i libri in Italia non li legge nessuno?

Ecco di cosa mi preoccuperei io, stavolta almeno: che in Italia i libri non li legge più nessuno, che la televisione è diventata il surrogato delle conoscenze e ha la pretesa di essere onnicomprensiva, inglobando anche le possibilità offerte dai libri.

Perchè è questo l'insegnamento che ci offre la questione Travaglio-Schifani: la gente affida la propria cultura alla televisione e apparire in tv è l'elemento fondamentale per farsi pubblicità, magari tirare fuori qualche notizia interessante che però è già apparsa sui libri che fanno la muffa sugli scaffali.

Mi preoccuperei anche di questo, ora come ora... altro che di Internet, innovazione e stupidaggini varie: la modernizzazione di un Paese passa per l'accettazione che la cultura, quella secolare almeno, sia una cassa di risonanza forte per la creazione di coscienza critica e civile.

Ps: secondo me alla fine Schifani la querela, a patto che la presenterà, la ritirerà pure in tempibrevissimi

Ps2: secondo me Travaglio, ora come ora e per dimostrare la sua imparzialità, dovrebbe andare a scavare anche dall'altra parte dove scheletri nell'armadio ci sono pure.

La verità è una sola: ai potenti fa paura l'estate che avanza!

Il fine settimana che erp fuori è successo il patatrack ad Anno Zero, questo fine settimana che ero in altre faccende affaccendata è successo il caos a Che tempo che fa...

Insomma: serve proprio creare tutto questo bordello pur di movimentare il fine settimana degli italiani?

Dite la verità: quel che fa paura è lo spuracchio del mare, l'esodo verso destinazioni acquifere dove rigenerarsi ed affrancarsi dai disastri dell'Italia, dai politicanti, dai giornalisti sulla poltrona e quelli sui sassi.

E' questo che spaventa i potenti: l'estate che avanza!

Urge ridefinizione dell'agenda politica italiana e cosa c'èdi meglio che, a giugno, rifare da zero il Cda Rai: altro che calura e calura...

Ministri italiani vs ministri spagnoli, Berlusconi vs Zapatero

... giusto così, e riportando pari pari l'ApCom:

"Silvio Berlusconi lo aveva detto: "troppe donne" nel governo Zapatero. E nel suo difatti le ministre sono 4 su 21. Nell'esecutivo formato quasi un mese fa a Madrid dal socialista Zapatero (era il 12 aprile), le titolari di un dicastero sono 9 su 17. A fare un confronto fra i due governi più giovani (ovvero più recentemente formati) dell'Ue, non è la sola differenza. A parte quella ovvia dell'orientamento politico.

Diciassette i ministri spagnoli, ventuno quelli italiani. Fra le 4 donne ministro nostrane, 2 sono senza portafoglio. I dicasteri sono quelli di attribuzione tipicamente femminile: l'Ambiente di Stefania Prestigiacomo, la Pubblica istruzione di Maria Stella Gelmini, le Politiche Giovanili di Giorgia Meloni, le Pari Opportunità di Mara Carfagna. In Spagna, alle donne è andata una vicepresidenza del governo (Maria Teresa Fernandez de la Vega), il ministero della Difesa (Carme Chacon, 37 anni, che ha fatto i titoli perchè ha un pancione di 8 mesi), oltre all'Amministrazione Pubblica di Elena Salgado, alle Infrastrutture di Magdalena Alvarez Arza, alla Scienza e Innovazione di Cristina Garmendia Mendizabal.

Le altre spagnole rientrano nei confini consueti delle attribuzioni femminili: Istruzione, politiche sociali e sport; Ambiente (a cui però si aggiungono le competenze di Agricoltura e Mare); la Casa; l'Uguaglianza (o Pari opportunità che dir si voglia).

Le ministre italiane hanno l'onore di essere fra le più giovani al governo: da Prestigiacomo con i suoi 41 anni a Gelmini, 35, fino a Carfagna e Meloni, rispettivamente 33 e 31 (ma anche fra gli uomini ci sono due 38enni, Alfano e Zaia, e il 39enne Fitto). Molte anche le giovani donne ministre spagnole: oltre ai 37 anni di Chacon ci sono i 31 di Bibiana Aido (Uguaglianza); Corredor (Casa)ne ha 40; Garmendia ne ha 46, Espinosa 48.

Il più anziano del governo spagnolo è Pedro Solbes, 66 anni; la più giovane è Bibiana Aido coi suoi 31. Il più anziano del governo italiano è Gianni Letta, 73; la più giovane è Giorgia Meloni, anche lei 31enne. Complessivamente il governo Berlusconi è un esecutivo relativamente giovane, ma meno di quello iberico: a parte il premier (Zapatero del 1960 contro Berlusconi del 1936), la media dell'esecutivo spagnolo è di 52,7 anni contro i 53,04 del Berlusconi quater (incide però pesantemente l'età di Gianni Letta senza il quale la media sarebbe in favore dell'esecutivo italiano)".

Sempre perchè non mi piace fare il paragone con la Spagna, giacchè solo noi possiamo avere Mara Carfagna alle Pari Opportunità e Sandro Bondi alla Cultura (non so perchè scrivo i nomi dei ministeri con la lettera maiuscola, non lo so saranno retaggi...)

Mara Carfagna ministro delle Pari Opportunità

Ci mancava pure l'ex valletta a tette di fuori, che si scopre amante del Palazzo e del bene comune e che si mette a servizio delle donne per farci sentire davvero poco amate dal Paese Italia.

La domanda sorge spontanea: Mara Carfagna ce lo farà (ri)vedere il suo ministero?

Adesso sì che mi sento tutelata in quanto donna...

Perchè so che potrò contare su una donna che si è fatta da sola, che ha avuto un percorso di vita lineare, che sa davvero cosa vuol dire essere donne e dunque è in grado di indirizzare l'agenda politica italiana... eh già, ora mi sento una vera donna italiana, altro che Spagna e Spagna...

 

A campagna elettorale finita, si scopre che Roma è sempre più sicura

Ma guarda un po'...

Finisce la campagna elettorale che decreta la vittoria di un Alemanno che ha giocato la carta dell'insicurezza di Roma e dei romani ed ecco che spuntano le prime statistiche ufficiali e parlano di una diminuzione dei delitti tra il primo e il secondo semestre del 2007.

E se lo dice un giornale come Il Messaggero, che non è notoriamente di sinistra, allora onestamente ci credo ancora di più, come se avessi bisogno di sentirmelo dire.

Riporto solo un estratto:
"dal confronto dei dati della capitale con quelli delle altre grandi città italiane (sempre con riferimento al territorio della provincia) emerge che Roma ha avuto il calo più consistente di delitti tra il primo e il secondo semestre 2007".

Mo' come la mettiamo? Vuoi vedere che era tutta una bufala?

E poi non mi venite a dire che questa è politica seria, eh? E poi mi venite a dire che questo è giornalismo serio?

Un appunto alla poca correttezza del Messaggero che per mesi ha buttato benzina sul fuoco portando avanti una campagna perchè Roma fosse più sicura e invece, ora che i conti a loro sono tornati, tirano fuori le cifre ufficiali. Complimenti all'etica professionale!  

Ma da oggi se violentano una donna a Roma la colpa è di Alemanno oppure...

... è comunque colpa della deriva libertaria, lassista, menefreghista della sinistra?

Cambia troppo in fretta e repentinamente questo vento, ahi se soffia male...

Comunque Er Richard era scontato non vincesse... consegnare la città a patatainbocca è allucinante ma adesso mi siedo sulla riva del fiume ad aspettare!

Roberto Castelli a Porta a Porta si supera e se la prende con la Boralevi

Ieri sera a Porta a Porta si parlava di violenza sulle donne (anzi, a dirla tutta si urlava!): giustamente, appena il caso diventa notizia il buon Vespa nazionale ne tira fuori una bella trasmissione grazie alla quale permette a parecchie persone di lavarsi la coscienza e di fare un bel po' di propaganda elettorale a basso costo e basso rischio.

Tra gli ospiti figuravano Roberto Castelli della Lega Nord e la scrittrice Antonella Boralevi, oltre a tutta una serie di politici di vario tipo che non hanno fatto altro che urlare per tutta la trasmissione.

Ad un certo punto, Vespa concede la parola alla Boralevi la quale si rivolge ai politici in studio sostenendo che loro stessi non trovano modi per risolvere il problema e che sono autoreferenziali non riuscendo a rispondere alle esigenze della gente, che invece chiede sicurezza e stabilità.

Castelli, ghigno infausto, sa rispondere solo: "signora, prenderemo lezioni di politica da lei".

E quando la Boralevi gli fa notare che nessuno vuole fare lezione a nessuno, soprattutto lei che potrebbe al massimo insegnargli a scrivere (a mio avviso si sopravvaluta, e parecchio) e l'uso del congiuntivo, Castelli tutto stizzito replica:
"io ho fatto il liceo classico, lei? Eh, lei che scuola ha fatto?".
"io sono laureata in filosofia del linguaggio", risponde la Boralevi, visibilmente sorpresa dal tono di Castelli e soprattutto dal fatto che Vespa continui a farlo parlare
"E prima? Prima cosa ha fatto, geometra?", incalza Castelli.

A questo punto la Boralevi chiede venia a Vespa e chiede di poter continuare a parlare del problema nonostante il brusio di fondo di un sempre più odioso Castelli.

Io fossi stata la Boralevi avrei pensato di alzarmi per sferrargli uno di quei pugni sul muso che se lo sarebbe ricordato a vita anche se probabilmente alla fine avrei scelto più saggiamento il mio tanto amato comando "ignore user".

A tutti ricordo che Roberto Castelli è l'ex ministro della Giustizia e quindi mi chiedo dov'è che lo devono piazzare questo qua? Io un bel posticino per Castelli ce l'avrei e gli troverei pure la compagnia adatta...

Ps: io ci provo a non parlare di politica ma certe perle di saggezza sono troppo succulente per essere laciate nel dimenticatoio

La Sinistra, da oggi, non è più rappresentata in Italia

Siamo l'unica nazione in Europa a non essere rappresentata dalla sinistra più a sinistra e con questo non intendo le esagerazioni della sinistra radicale ma le proposte della Sinistra Arcobaleno.

Le proposte per una società migliore, per una società in cui l'uomo sia considerato individuo e non numero, per una società in cui non si ha paura dell'omosessuale, del diverso, della coppia non sposata, del riconoscimento di diritti e doveri, di adeguare la società alle esigenze del singolo e non viceversa.

Secondo me la discriminante fondamentale è stata la politica economia: agli italiani non è interessata la politica sociale, la politica sulla famiglia ma le risposte alla crisi dell'economia.

Ed è stato anche "merito" dell'accettazione di questa parte politica di un programma Prodi che non ha risposto agli italiani.

Non lo so, è che oggi come oggi mi sento davvero in bilico... balla qua e balla là, chissà che succederà!

Che dire? Adieu mondo crudele... o magari accetto l'invito dei Giramuni e prenoto il passaggio in Spagna...

La quiete durante la tempesta elettorale

Io ci provo a non seguire gli exit poll ma non si riesce.

E se davvero si conferma l'avanzata dell Lega Nord, gente, è davvero preoccupante... occorre trasferimento di massa, occorre e urge.

Imbracceranno il fucile contro i terroni e gli immigrati? Cry

Alla fine ho votato...

... perchè non me la sono sentita di essere complice della vittoria di Barabba.

E non ho votato per il suo simile...

Perchè ho messo sul piatto della bilancia le mie priorità e la comparazione delle varie idee di società è stata la molla che mi ha spinto a dare il voto: avere una società più equa è quello che mi interessa perchè da una società più equa si arriva ad uno Stato migliore, ad una gestione economica migliore.