pubblicità
La pubblicità della Fiat Punto, Rino Gaetano, gli incidenti stradali: questi sono i veri pubblicitari geniali!!
Inviato Ven, 20/06/2008 - 07:42 da VeruQuesto è il periodo della critica verso tutte le pubblicità esistenti sulla faccia della terra, periodo che mi capita più o meno due-tre volte l'anno e che si acutizza quando leggo libri o articoli riguardanti la pubblicità.
Guarda caso, adesso starei preparando un esame proprio su 'sta roba qua.
Comunque la riflessione non nasce da me ma da mio papà il quale, qualche sera fa mentre eravamo seduti sul divano, guarda me e mio marito e ci dice, mentre passa in tv la pubblicità della nuova Fiat Punto: "ma vi rendete conto quanto è assurda questa pubblicità?".
Noi restiamo basiti, io pensavo alla solita scemenza tipo guardailconsumismochefa, guardachesiinventano e blabla e invece ecco la spiegazione illuminante e geniale di mio padre che ci sorprende dicendo: "pensateci, loro pubblicizzano una macchina usando come sottofondo un pezzo di una canzone di Rino Gaetano (Berta Filava, tanto per la cronaca) che esorta a correre con la macchina ("e filava, filava", tanto per rinfrescare la memoria) e senza alcun cenno al reale significato del pezzo stesso. Ma il paradosso è che l'autore di questa canzone, Rino Gaetano, è morto in un incidente di macchina. E' assurda, totalmente assurda questa pubblicità".
Cavoli se ha ragione, cavoli se è vero che la Fiat ha davvero utilizzato in maniera totalmente sconclusionata i mezzi in suo possesso portando ad un'associazione di idee malsana e inadatta a pubblicizzare una macchina; generando confusione semantica e semiologica e se sembrano parole difficili voglio solo dire che la pubblicità della Fiat Punto associa in maniera sbagliata concetti e idee ma produce nello spettatore distratto, che rappresenta la quasi totalità dello spettatore di pubblicità, una sorta di compiacimento e desiderio di correre e "filare". Snaturando peraltro la canzone stessa....
Ma i pubblicitari Fiat la mattina che fanno? Perchè non si lavano i capelli con lo Svitol in modo da dare aria e nuova vita alle loro zucche?
A questo punto, io che non sono ceativa ma che potrei diventarlo, perchè non pubblicizzare i nuovi hotel della catena Hilton o chicchessia utilizzando come sottofondo una canzone di Luigi Tenco? Oppure, per farla ancora più semplice, delle maschere per sub utilizzando The End dei Doors? Geniali come idee o no?
Vi regalo pure la chicca, va:
La pubblicità del depilatore Satinelle Ice Philips è maschio o femmina?
Inviato Mar, 17/06/2008 - 07:08 da VeruArriverò in ritardissimo, lo so, ma qualche giorno fa facendo un minimo di attenzione in più alla pubblicità che passava su non mi ricordo quale canale Sky (catena Fox, ne sono sicura!) ho notato una "reclame" molto interessante.
La Philips con Satinelle ha fatto un salto di qualità e ha svecchiato i tabù permettendo a chiunque di rendersi conto che anche le transessuali, come tutte le altre persone, consumano, spendono, sono attenti alla propria immagine e sono un ottimo target verso il quale rivolgere l'attenzione.
In pratica c'è questa trans, Karis per la cronaca, che racconta in maniera semplice e tranquilla i suoi problemi e dice, con voce maschile, "che sentirsi donna è difficile con tutti i miei peli"; seguita da una didascalia che, ironicamente, asserisce che "come tutti gli uomini non sopporta il dolore". Per finire con una frase decisamente ad effetto: "quello che vorrei è trasmettere a tutti il senso della vera bellezza".
A guardarla bene, a guardarla la prima volta, ci si deve fare attenzione perchè la sfumatura non è facilmente comprensibile specie per chi guarda la televisione in maniera disattenta; gli unici dettagli che permettono di contestualizzare la situazione sono l'inquadratura del polpaccio e la voce maschile fuori campo.
Sfruttamento a mero scopo commerciale? Marketing spicciolo ad alto impatto sociale?
Possibile ma a mio modo di vedere, che sarà spicciolo tanto quanto il marketing della Philips, finalmente c'è qualcuno che invece di parlare di epilazione parla di peli, che invece di proporre l'equazione sopportazione=bellezza parla di dolore, di dolore vero, di dolore che si prova quando ci si strappa i peli per andare al mare, per andare in spiaggia, per andare a ballare, per fare l'amore. E la scelta di una transessuale è sintomatica: il mondo cambia, le regole del gioco cambiano, la percezione delle cose cambia.
Però c'è da tirare le orecchie, e forte, ai marketing manager della Philips: il maschile utilizzato nello spot è una grande mancanza di rispetto nei confronti di chi ha scelto di migrare dall'altra parte, di cambiare sesso e di farlo a proprie spese e a proprio rischio e pericolo. Ecco, la pubblicità mi piace e molto, smitizza delle situazioni e umanizza delle questioni ma sarebbe stato più carino se invece della voce maschile si fosse parlato della protagonista dello spot al femminile, puntando su altro e non sulla sua voce.
A voi il giudizio:
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La pubblicità degli assorbenti Lines Seta Ultra è portentosa...
Inviato Dom, 27/04/2008 - 16:35 da VeruMa la Lines ci prende per il culo? Il dubbio è ormai certezza da qualche settimana a questa parte.
Non che servisse, per carità, ma da quando hanno iniziato a trasmettere la pubblicità del Lines Seta Ultra (che vola o no è la stessa cosa!) ho la sensazione che la Lines ci creda tutte imbecilli.
Non so se l'avete vista oppure se, come me, la maggior parte delle volte cambiate canale disgustate e/o incazzate però la superlativa pubblicità di Lines Seta Ultra fa più o meno così: siccome che io, ragazza belloccia ma non bellissima, voglio diventare veejay allora vado al provino.
Al suddetto provino le fanno fare cose che nessun essere umano riterrebbe possibile, soprattutto se pensiamo che si tratta di un provino per fare la veejay (letteralmente: presentatore dei programmi televisivi in cui vengono trasmessi i videoclip musicali) e che per fare la veejay non serve essere Vanessa Ferrari: ma comunque alla tizia in questione, ad un certo punto, viene chiesto di fare la ruota e lei, chiaramente, si dispera.
Ma niente paura: la sua vita, i suoi pantaloni CHIARI (roba che le donne che hanno il ciclo rifuggono dal pantalone chiaro senza esitazione!), il suo posto da presentatrice sono sani e salvi grazie ai suoi amici volanti.
A non essere salva è la sua reputazione visto che ad un certo punto la graziosa-nonbella, la scemotta-non intelligente ragazzotta che sembra approdata dalla campagna alla città si lascia andare ad una esclamazione degna delle migliori pagine di Cioè: "Evvai, sono una veejay!".
Ora, secondo i pubblicitari della Lines una roba del genere è seria? Cioè, una donna che ogni mese è alla prese con inondazioni, scazzi, pancia tipo mongolfiera e quando le va proprio di merda pure bolle orribili sul viso, secondo questi geni dicevo, si può sentire soddisfatta di come la Lines pensa a lei?
E, soprattutto, si potrà mai sentire soddisfatta per il modo in cui la Lines si prende a cuore i bisogni delle donne moderne tanto da spingerle ad andare oltre, ad affrontare i propri limiti, le proprie paure... e a farlo quei quattro giorni del mese durante i quali hanno le mestruazioni!
Quasi quasi una vera donna dovrebbe ringraziare le mestruazioni di esistere perchè altrimenti non avrebbe potuto indossare questo portento di assorbente che le permette di vivere come non farebbe mai in nessun altro giorno dell'anno...
Ma andare a fare in culo no? E andarci magari dopo aver imparato che sostituire la parola mestruazioni con "le mie cose", "quei giorni", "il palloncino rosso", "il mar rosso" è da mentecatti. Anzi, da mentecatti seri.
Ps: chi pensa sia fatta da uomini che non hanno mai portato un rotolo di carta igienica tra le mutande, dia un'occhiata qui. C'è da ridere, e un bel po'...
La Tre mi fa odiare la Littizzetto...
Inviato Mer, 13/06/2007 - 15:08 da Veru
Sia chiaro: io lei la adoro, mi piace il suo modo di raccontarsi, di raccontarci e di raccontare il mondo.
Mi piace il modo in cui si veste, anzi in cui si copre, mi piacciono le piattelle che porta ai piedi, il modo di guardare le cose del mondo dal basso verso l'alto e la parlata che mi ricorda alcuni momenti della mia infanzia.
Però c'è un però: quasi quasi comincia a sdegnarmi la voce della Littizzetto per la campagna pubblicitaria della Tre.
Io, sarò strana, fate voi, non ci trovo nulla da ridere in quel "meglio cambiare neh?" e mi fa pure un pochino tristezza...
Poi ci penso e tiro fuori la mia vena polemica/giustizialista/pignola e mi ricordo che qualche tempo fa il genio di Luciana Littizzetto elogiò pubblicamente Milena Gabbanelli e Report per l'inchiesta sulle magagne della Tre...
E che fa ora? Fa la pubblicità della Tre, misteri della vita e dei dindini...
Ripeto: sarò strana io, ma certa sovraesposizione mediatica e certe esasperazioni mi stancano.
Bei tempi quelli di Lolita:
Nudi per una buona causa... dicono!
Inviato Ven, 18/05/2007 - 13:17 da Veru La Elave realizza prodotti per la cura della pelle senza utilizzare componenti chimiche irritanti, coloranti, profumi e alcol.
Cosa c'è di meglio, deve aver pensato Joanna Gardiner, direttrice della casa, che infondere fiducia nelle acquirenti dimostrando di non aver nulla da nascondere?
E, soprattutto, in qualche modo dimostrare di non aver nulla da nascondere?
Ma certo: spogliandosi.
E così sia: la donna e i suoi collaboratori appaiono nudi in una serie di pubblicità proprio per lanciare il messaggio " non abbiamo nulla da nascondere".
Non so voi, ma io non avrei fatto fatica a far riposare gli occhi...



