lavoro

Lavori estivi: ecco che succede quando, ad agosto...

Succede che, mentre sei davanti al computer prima di scendere al mare, ti arrivi una proposta di lavoro.

Succede che la esamini perchè tradurre è il tuo lavoro e perchè rinunciare ad un lavoro se si può farlo?

Succede che dici OK, la faccio, organizziamoci, mandami tutti i dettagli.

Succede che scopri che, secondo il committente, questa traduzione di 73 pagine deve essere consegnata nel giro di 4 giorni senza eccezioni di alcun tipo, che vanno consegnate almeno una ventina di pagine al giorno, che il prezzo finale non vale la fatica e che, soprattutto, qualunque valutazione negativa sul lavoro (fatta da chi, da che cosa e come non si sa) deve essere pagata per intero dal traduttore anche se si tratta di piccoli errori. Da me, insomma.

Succede che un po' ti rodono e allora gli scrivi che condizioni ti sembrano inaccettabili e non ti è mai capitato di dover lavorare in questo modo.

Succede che loro non ti rispondono più e ancora cercano qualcuno che, il 5 agosto, sia disponibile a tradurre 73 pagine in ormai 3 giorni, alle suddette condizioni e ad un prezzo che convertito in euro fa pure un po' ridere.

Succede che sarà pure vero che la gente cerca lavoro e prega affinchè non lo trovi ma una proposta del genere solo a me sembra strana, anzi una vera e propria presa per i fondelli?

Il mio nuovo lavoro... e io che pensavo di essere una traduttrice!

Benvenuto in Virgin Finance.
 
Noi siamo lieti che Lei desidera di unirsi con la nostra squadra! Lei deve collaborare con noi occupato come presentante della societa (manager regionale), ritenere il dovere di partecipare
nelle operazioni con clienti. Per Lei sarà nacessario rapidamente ricevere pagamenti.
Questo ? un modo migliore per offrire un nuovo servizio finanziario per nostri clienti grazie alla Sua collaborazione. Perciò questo lavoro Vi porta via soli 2-3 ore al giorno.
Il lavoro non è complicato, è tipico. Lei deve realizzare gli pagamenti per i nostri  clienti. I nostri manager sarano alla Sua disposizione tutto periodo di prova a spiegare tutto che è necessario per la collaborazione con noi.
Vi offriremo uno stipendio fluttuante: il primo mese Lei gudagna fino a 1500 euro e successivamente tutto dipende da Lei, lavora di più e guadagno aumenta molto veloce.
Rimasto da fare solo un passo per iniziare una buona carriera.

Manda un e-mail al indirizzo: KerenFerguson.HR@gmail.com
 
Nella lettera indicare il Suo nome, cognome, numero di telefono e un'ora conveniente per chiamata. Così i nostri manager avranno la possibilita di collegarsi telefonicamente con Lei e rispondere a tutte le Sue domande..  

Distinti saluti,

Kelley Hamilton
Senior Managing Director, IT department

Mi sto emozionando Cry

È giusto che una donna non dica di essere incinta quando viene assunta?

Prendo spunto dall'illuminante Valentina che posta sul suo blog un interessante articolo apparso sul Corriere della Sera che racconta la storia di Natasha Kaplinsky, la telegiornalista di Channel Five più pagata del Regno Unito.

Posto che la legge italiana non obbliga la donna a dichiarare cose personali in sede di colloquio e posto il diritto di essere madre nel mondo del lavoro, è giusto che una donna non dica di essere incinta quando viene assunta? Ma, soprattutto, è giusto che in sede di colloquio un eventuale datore di lavoro chieda alla donna in oggetto "è sposata? Ha figli? Ha intenzione di farne?" per poi magari rispondere "beh, sa, non posso assumerla perchè se poi mi fa figli potrebbe crearmi caos in ufficio".

Il punto è che l'elemento fondamentale di tutto è cominciare a pensare che una gravidanza non è una tragedia che affonda le aziende nè che può affondare le persone.

Però, ragionandoci bene, quante donne approfittano di un lavoro sicuro per sfruttare la propria condizione in maternità? Quante donne restano a casa 15 mesi per via della gravidanza, magari grazie all'aiuto di un medico compiacente? E quante donne pensano che, con un atteggiamento di questo tipo, a farne le spese sono proprio le future madri, le future donne a cui magari sarà negato un contratto "per paura della maternità?".

La signora Kaplinsky non avrebbe dovuto dire un bel niente, il suo lavoro doveva essere apprezzato come tale e la sua preparazione non doveva essere messa in discussione per via della sua pancia; la signora Kaplinsky lavorerà fino a settembre, poi andrà in maternità e rientrerà quando riterrà più opportuno farlo. Perchè è un suo diritto. Punto e basta.

Ma quante donne possono dirsi corrette? Quante possono pensare di non fare del male alla categoria mettendosi in aspettativa senza averne bisogno?

E' la mentalità che è sbagliata, da entrambe le parti: le aziende dovrebbero smetterla di vedere la gravidanza come un modo per distogliere l'attenzione dalle cose serie della vita, come i soldi e il profitto, e le donne dovrebbero capire che i diritti acquisiti non possono essere vanificati approfittandosi di leggi che sono nate per tutelare chi davvero ha bisogno di usufruirne.

Le donne che se ne approfittano a priori e i datori che scartano a priori perchè sei donna, e magari incinta: è di tutta questa gente che il Paese farebbe volentieri a meno e invece...

Lavorare a casa? Pensa chi lavora davvero...

telelavoro.jpgBlimunda ha parlato qualche giorno fa dei pro e dei contro del lavorare a casa e delle difficoltà tutte italiane di accettare il telelavoro.

Poi ti accorgi che per le persone stai facendo una cosa malamente a lavorare da casa quando ti arriva una telefonata come questa.



Io: "Pronto"

L'altra: "Ciao, come va? Come stai? Blablabla..."

Io: "E' caldo, si procede, blablabla"

L'altra: "Fra poco parti eh?"

Io: "Eh si, finalmente si parte. C'è proprio bisogno di staccare la spina, è un bel po' che tranne qualche fine settimana fuori non si stacca da tutto e tutti"

L'altra: "Eh, pensa un po' chi lavora davvero come sta messo in questo periodo dell'anno"

Eh già, pensa un po' te...

Ps: si, oggi sono decisamente mattiniera

Siamo poveri, ma vogliamo essere ricchi

soldi.jpgNavigando su e giù in cerca di notizie succulenti di cui scrivere nonostante il caldo, mi sono imbattuta in questo spaccio dell'AdnKronos secondo cui sale drasticamente la soglia di povertà.

Bene, hai scoperto l'acqua calda, mi potrebbe dire prontamente qualcuno; a questo qualcuno direi, fieramente, non di aver scoperto l'acqua calda (anche perchè con quest'afa sarebbe davvero deleterio per il corpo e per la mente!) ma di aver scoperto che sale la PERCEZIONE di povertà, ovvero la percezione che hanno le persone relativamente all'adeguatezza del proprio reddito in grado di fargli condurre una vita dignitosa.

Percezione di svantaggio per cui i single non vivono con meno di 1300 euro al mese e le famiglie con meno di 1800 euro al mese; e ovviamente stipendi che arrivano, nella maggior parte dei casi, a molto meno di quanto vorrebbero gli italiani. E, in alcuni casi, di quanto sarebbe giusto ricevessero.

MUCCHIO_DI_SOLDI.jpgMa che vuol dire essere povero o essere ricco oggi come oggi?

Qualche tempo fa se ne ragionava durante un estenuante e lunghissimo viaggio in macchina e si concludeva che sì, di certo l'Italia sta messa male in quanto a stipendi e soldi che (non) girano ma anche che l'italiano medio, pur di vantare uno status che magari non ha, si indebita fino al collo "tanto ci sono le rate".

E allora si fanno le rate per la macchina appena uscita, per l'Lcd da 70 pollici, per le vacanze, per i vestiti firmati, per l'ultimo modello di cellulare, per avere il navigatore e via di questo passo fino a quando, a forza di accumulare rate, che magari si sommano pure al mutuo mensile per la casa, ci si rende conto che dello stipendio (siano 1000 euro, 2000 o 3000) ne resta ben poco e ci si lamenta.

Ora, a tutti piace fare la bella vita, la vita dignitosa delle persone cui diverte uscire, fare shopping, andare a mangiare una pizza, farsi una vacanza e blabla, ma a quanti piace fare il passo più lungo della gamba? A quanti i 1300 euro al mese non bastano perché se non si indossano i pantaloni tempestati di diamanti di Cavalli non si è alla moda e si è out? Quanti non possono permettersi la vacanza alle Maldive ma alle Maldive ci vanno lo stesso poi però fanno la spesa al discount e si lamentano?

Chiaro che sopravvivere non è l'aspirazione di nessuno ma spesso guardare oltre, oltre le Maldive, oltre l'Lcd, oltre il cellulare, non sarebbe meglio? E farsi i conti in tasca prima di stipulare rate per tutto non sarebbe ancora meglio?

Le giornaliste italiane? Meglio delle pornostar

giornalista.jpgStamattina mi alzo e leggo qui (si, qui) che secondo un nuovo sondaggio (siamo in estate, mai dimenticarlo!) gli uomini italiani trovano eroticamente interessanti le giornaliste molto più delle pornostar.

Ora, a parte il fatto che certe lusinghe fanno pur piacere perché sempre donne si è ma sarò anormale io che mi chiedo se paragonare una giornalista ad una pornostar non sia un affare quantomeno strampalato?

Voglio dire: quanta gente guarda un telegiornale rispetto a quella che guarda un film porno? E quanta gente conosce un numero di pornostar pari, o tendente alla parità, al numero di giornaliste di cui ha almeno sentito parlare?

Insomma, passi pure che siamo in estate e tutto è quasi lecito, passi pure che abbiamo la necessità di riabilitarci dopo che pure l'Inghilterra, che notoriamente tette e culi ama esibirli senza pudori, ci ha attaccati ma dobbiamo far passare per normale pure un sondaggio che tanto tanto normale, ed equo, non è?

Bah, certo è che quando sento queste cose sono proprio fiera di fare questo lavoro:)

Fiat 500... e la gente è in cassa integrazione!

Oggi è giovedì, ma sono già in clima da venerdì. Anzi, da venerdì pomeriggio, tendente a sera.

fiat500.jpgSarà stata la mega festa di presentazione della nuova 500 a lasciarmi talmente strabiliata e poco ammaliata da rendermi quasi incapace di iniziare e proseguire la giornata in maniera normale.

Perché è da ieri che mi chiedo: se la Fiat ha 12 milioni di euro (mettiamo pure qualcosa di meno, calcolando sponsor, media e altre entrate non specificate) come mai a me risulta che in Italia ci sono ancora tante ma tante persone in cassa integrazione o mobilità Fiat?

Può darsi mi stia sbagliando, può darsi mi stia sbagliando...

W la Fiat, W la Fiat!

29 Giugno: a Roma è festa, io lavoro e cucino...

bucatini.jpgCredo di essere l'unica che, invece di essere stesa con la pancia all'aria, gli occhiali da sole, il lettore mp3 nelle orecchie e il costumino in posizione strategica per evitare le righe, oggi lavora. Oggi, che è San Pietro e Paolo.

Stamattina sono uscita di casa con la sensazione che dovesse succedere qualcosa, e qualcosa è successo: frotte e frotte di gente e macchine per la strada, tutti pronti o a sobbarcarsi l'ennesimo giro di shopping o la traversata oceanica verso il mare.

E io? Io niente, lavoro punto e basta; perché quando lavori con l'estero c'è ben poco da dire e portare battaglieramente avanti la propria convinzione che "siccome è il patrono io non lavoro" non solo è deleterio ma è anche poco intelligente. Perchè quando il resto d'Italia lavora, e tu lavori con il resto d'Italia che fai? Gli dici "io non lavoro, mica mi interessa a me se voi lavorate. Qua è festa!".

Sapete però cosa ho fatto a pranzo per consolarmi e sentirmi un pò più romana nel giorno della festa di Roma?

I bucatini cacio e pepe, che sono venuti anche particolarmente buoni (piccantini ma buoni!); ricettina tutta per voi:

Cuocere la pasta in acqua salata e scolarla lasciandoci, però, un pochino di acqua di cottura per far sciogliere il pecorino romano; condire con il pecorino e abbondante pepe, girare bene il tutto e servire.

Altro che le tagliatelle di Nonna Pina...

Essere donna oggi, con 35 gradi all'ombra

magra.jpgEssere donna oggi, che fuori ci sono 35 gradi all'ombra, vuol dire misurarsi con tutta una serie di problemi dei quali gli umani non conoscono l'esistenza.

Essere donna in estate vuol dire:

- misurarsi con la prova costume, alla ricerca di uno scafandro che non solo copra le pudenda ma che ci permetta di sfoggiare;

- misurarsi con la prova colore, perché vogliamo mettere andare al mare bianche come le mozzarelle o arrivarci già dorate al punto giusto?;

- misurarsi con la prova sudore, ovvero come evitare che le maglie diventino terreno fertile per germi e batteri;

- misurarsi con la voglia spasmodica di shopping, che si intensifica a causa delle vetrine tutte colorate, delle lavatrici che non ce la fanno più a girare e del ferro da stiro che entra in sciopero perché sente troppo caldo;

- misurarsi con la voglia spasmodica di gelato con la scusa che se Eva Longoria mangia il Magnum con così tanta passione e veemenza, perché non posso farlo anche io?

spiaggia.jpgMa, soprattutto, significa fare i conti con la voglia di non fare nulla, di immaginarsi in riva al mare, con una rivista gossippara tra le mani, un paio di occhialoni stile Paris Hilton, il costumino, l'acqua che sbatte sui piedi, il vento che soffia e il computer spento.

Poi ci pensi, rinsavisci e ragioni, anzi ti tocca ragionare per forza e tornare alla realtà...

Ed è questo il dilemma di essere donna, oggi, quando fuori ci sono 35 gradi all'ombra: tu non hai voglia di fare niente ma il lavoro e la casa chiamano e il mojito, per ora, resta solo un miraggio lontano... 

Le interviste impossibili: Flavio Briatore e la donna

flavio_briatore_elisabetta_gregoraci.jpgAlmeno, questo è quello che è trapelato dall'orripilante intervista a Briatore il quale ha dichiarato che la donna deve stare a casa.

Essì che aveva parlato anche al settimanale A dove alla sua "fidanzata" Elisabetta Gregoraci aveva amabilmente fatto notare che "tra noi non sono certo io quello che può rinunciare a lavorare".

Ovviamente a me poco interessa che Briatore tratti in quel modo la sua fidanzata (alla quale ha peraltro detto che potrebbe smetterla di andare in televisione a mostrare tette e sedere, appello caduto evidentemente nel vuoto), la quale aspettiamo con ansia il momento in cui annuncerà la dipartita dalla televisione italiana per stare a casa e preparare le fettuccine e l'impepata di cozze al suo uomo che torna a casa, quanto che sulle sue parole una schiera di starlette in cerca di successo e di psicologi in cerca di fama ne parli e monopolizzi un'intera rete pubblica.

Fatto sta che comunque Briatore, preso a modello da tanti giovincelli che sognano un futuro fatto di belle donne, motori e bella vita, si scopre essere un convinto maschilista, si scopre tutt'altro che "femminista e di sinistra" e soprattutto si scopre essere pronto per una nuova professione: il sociologo della famiglia.

E che non si dica che di Briatore sono state travisate le parole perchè la sostanza è che le parole valgono più di 1000 pensieri tenuti nascosti e che in questo caso il signor Briatore ha innescato una polemica tra personaggi che vorrebbero essere quel che non riescono ad essere basata su un diritto riconosciuto in Costituzione: la parità uomo-donna e la relativa posizione della donna nella società, che dovrebbe essere tutto tranne che oggetto di speculazione.

Ovviamente il signor Briatore e i commentatori illustri presenti a L'Italia sul Due avranno ben altro da fare che aprire i libri di storia e andarsi a leggere cosa certe donne hanno fatto per arrivare al punto al quale sono arrivate...

Certo è che alla sua affermazione che le donne dovrebbero stare a casa si sarebbe potuto rispondere con un semplice: "in Italia non si può imporre a nessuno di stare al proprio posto anche perchè se fosse possibile Lei a quest'ora starebbe in fabbrica".

Sarebbe stato proprio tanto difficile?