cucina

Oggi cucino io, atto terzo: l'insalata di totani

Non è una minaccia ma una speranza: stasera si mangiano totani freschi freschi, appena pescati.

totani.jpgIl punto è che a cucinarli sono io quindi la domanda sorge spontanea: riusciranno davvero i nostri eroi a mangiare l'insalata di totani?

La ricetta l'ho trovata: si puliscono i totani, si tagliano e si mettono a lessare per una ventina di minuti. A quel punto si scolano, si lasciano raffreddare e si condiscono con pomodorini pachino, rucola e/o insalatina, olio, sale e mezzo limone spremuto.

Il risultato in teoria dovrebbe essere come la foto; in teoria visto che calcolando che non sono a casa mia e che per me cucinare il pesce è un po' come andare al patibolo (preceduto da tortura iniziale legata alla pulizia del pesce stesso) non so se sarà facile passare dalla teoria alla pratica...

Uomo avvisato mezzo salvato... povero totano, povero povero totano...

Aggiornamenti freschi freschi: l'insalata di totani è riuscita. Pfuf, salvata in calcio d'angolo... 

L'enciclopedia della cucina è un buon acquisto

pane.jpgDevo ammetterlo: i soldi per l'enciclopedia della cucina sono ben spesi.



E non lo dico io che devo giustificare l'esborso di soldi davanti a chi mi chiede "ma la utilizzi davvero?".

Lo dicono tutti quelli che stanno provando i miei "manicaretti" e ai quali propino i vari volumi dell'enciclopedia della cucina per dimostrare in quanti modi diversi si può cucinare un coniglio, un bucatino, un pesce spada.

Se a ciò poi aggiungiamo l'acquisto fiammante di una macchina deluxe per fare il pane mi inizia a sorgere il dubbio: fosse che fosse che devo cambiare lavoro?

29 Giugno: a Roma è festa, io lavoro e cucino...

bucatini.jpgCredo di essere l'unica che, invece di essere stesa con la pancia all'aria, gli occhiali da sole, il lettore mp3 nelle orecchie e il costumino in posizione strategica per evitare le righe, oggi lavora. Oggi, che è San Pietro e Paolo.

Stamattina sono uscita di casa con la sensazione che dovesse succedere qualcosa, e qualcosa è successo: frotte e frotte di gente e macchine per la strada, tutti pronti o a sobbarcarsi l'ennesimo giro di shopping o la traversata oceanica verso il mare.

E io? Io niente, lavoro punto e basta; perché quando lavori con l'estero c'è ben poco da dire e portare battaglieramente avanti la propria convinzione che "siccome è il patrono io non lavoro" non solo è deleterio ma è anche poco intelligente. Perchè quando il resto d'Italia lavora, e tu lavori con il resto d'Italia che fai? Gli dici "io non lavoro, mica mi interessa a me se voi lavorate. Qua è festa!".

Sapete però cosa ho fatto a pranzo per consolarmi e sentirmi un pò più romana nel giorno della festa di Roma?

I bucatini cacio e pepe, che sono venuti anche particolarmente buoni (piccantini ma buoni!); ricettina tutta per voi:

Cuocere la pasta in acqua salata e scolarla lasciandoci, però, un pochino di acqua di cottura per far sciogliere il pecorino romano; condire con il pecorino e abbondante pepe, girare bene il tutto e servire.

Altro che le tagliatelle di Nonna Pina...

Ma le formiche non hanno niente da fare?

formica.JPGMe lo chiedo tutti gli anni e tutti gli anni arrivo alla stessa conclusione: le formiche sono nate per far impazzire la gente. Sono nate per far impazzire me.

Perché si intrufolano nelle case altrui, nel cibo altrui, nella roba altrui e scavano la fossa; di solito scavano anche la loro fossa ma prima di morire si organizzano al meglio per soffrire il meno possibile e, magari, trapassare con la pancia piena.

Lo scorso anno, al ritorno da un fine settimana, abbiamo trovato la cucina invasa di questi esseri odiosi che erano penetrati nella pasta, nei biscotti, nello zucchero, nel lavandino: OVUNQUE, lasciando ovunque la loro traccia.

Quest'anno, puntualmente, sono tornate con l'arrivo del caldo e così stiamo finendo le scorte di ammazza-formiche di cui ci siamo dotati, le scorte di silicone con il quale stiamo chiudendo tutte le fessure che gli operai a suo tempo lasciarono aperte (e di cui li ringrazio vivamente!) e le scorte di sacchetti per l'aspirapolvere nella speranza che, siccome sono interdipendenti, se ne sterminiamo un bel po' tutte insieme si scocciano e se ne vanno.

Che poi vorrei capire: con il caldo che fa, 'ste qui non rischiano di morire abbrustolite? O rischio di morire asfissiata dal caldo solo io?

zuppa1.jpgPensavo che, per rendermi meno insopportabile la presenza in casa di queste estranee, potrei cimentarmi nella preparazione della zuppa africana di formiche:

- 700 gr di formiche

- 100 gr di grasso di elefante

- 10 banane acerbe

- 300 gr di menta

- 15 gr di cardamomo

- 70 gr di miele

- 1 cipolla

- pepe di Cayenna, quanto basta

Soffriggere la cipolla nel grasso di elefante e aggiungere le formiche, le banane schiacciate, la menta, il cardamomo e il pepe di Cayenna. Mescolare fino a quando le foglie di menta saranno cotte, aggiungere il miele facendolo caramellare e infine coprire ilpreparato con acqua. Far bollire a fuoco lento per circa 30 minuti. Togliere la pentola dal fuoco e passare il tutto in un passaverdura con trama fine.

Allo stato attuale mi manca solo il grasso di elefante...


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Oggi cucino io: come si fa (forse) il polpettone

polpettone.jpgMi cimento, per la prima volta in vita mia, nella preparazione del polpettone.



Il risultato, potenzialmente, dovrebbe essere come quello che si vede a lato; dovrebbe, perché sulla "forma" dei miei piatti è opinione quasi unanime che c'è ampiamente da discutere anche se sulla sostanza raramente si disquisisce.



C'è da dire, a mio svantaggio, che l'ultima volta che ho provato a cucinare qualcosa "in blocco" è uscito fuori un roastbeff troppo salato e informe una volta tagliato.




Ma stavolta sento che sarà tutta un'altra cosa e mal che vada se il polpettone proprio decide di autodistruggersi (anche per infliggersi una punizione, chi lo sa!) prima/durante/dopo la cottura vedrò di recuperare l'impasto per tirarci fuori qualcosa di commestibile.




La ricetta del potenziale polpettone è questa:

si prende del macinato, lo si mette in una ciotola, si aggiunge il pane bagnato nel latte e strizzato (sarà questa l'operazione più complicata, già lo so!), il sale, la noce moscata (sarà mica proprio indispensabile? Io ci metto il prezzemolo va) e mezzo spicchio di aglio senza anima fatto a micropezzettini.



A questo punto si amalgama per bene il tutto (eventualmente si assaggia, se proprio si deve, per evitare di dare in pasto ai commensali del cibo salatissimo o insapore!) e con l'impasto si fa la forma di una grande polpetta (ovvero, il polpettone!); si infila su una teglia coperta da carta da forno e si inforna. Per quanto non si sa, io mi regolerò ad occhio...




Fatto questo, si aspetta e spera che la ciambella sia riuscita con il buco...




E io a questo punto non posso che chiedere in ginocchio che la forza, e la pazienza, siano con me...

Tutt'al più, se proprio le cose non vanno come devo andare, chiedo ai miei commensali di ripetere le gesta di questi qua:

 

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Cambiare necessità un mese si e l'altro pure...

TESSI002.JPGIn teoria avrei una marea di hobbies. In teoria.

Perché in pratica poi non inizio mai quello che vorrei iniziare e quando lo inizio il piacere svanisce quasi immediatamente, lasciandomi dentro una sorta di grande appagamento per aver fatto qualcosa di cui, diciamola tutta, sentivo necessariamente il bisogno.

In realtà i miei hobbies non sono mai tali, restano idee che fluttuano per la testa e quando si trasformano in realtà sono una tale delusione che fuggo a gambe levate.

Esempio: quando ho preso la telecamera nuova ho ben pensato che fosse arrivato il momento di mettere su il mio studio personale dove montare i filmini. Ovviamente non c'è ombra, sulla mia scrivania, di filmini da me girati e sistemati.



C'è stato il periodo del giardinaggio in casa: morale della favola, ho fatto morire le uniche tre piante grasse che stazionavano in cucina e i bamboo presi all'Ikea ancora resistono perchè vivono di vita propria e non necessitano di alcuna cura.

C'è stato il periodo in cui pensavo di poter diventare Pablo Picasso: sono stata ad un passo dall'acquistare pennelli, cavalletto, tele e manuali per imparare a pitturare nella convinzione che "se lo fanno gli altri posso farlo anche io" e che "sarebbe proprio rilassante". Grazie al cielo mi sono fermata.

Poi ci sono i periodi della "bellezza a tutti i costi", quando mi riempio di appuntamenti dall'estetista e dal parrucchiere sostenendo che in questo modo posso essere più bella fuori ma soprattutto più serena dentro.

Ci sono stati anche i periodi della maglia, i periodi della piscina perchè fa bene al corpo e allo spirito, il periodo della Playstation; per non parlare dei periodi in cui penso che sarebbe il caso di imparare una lingua sconosciuta in modo da arricchire il mio portfolio e le mie competenze.

cucina.jpgQuesto è il momento della cucinite, in cui ogni settimana sperimento qualcosa di nuovo anche per colpa dell'enciclopedia nuova che sto comprando e l'acquisto della quale devo giustificare, soprattutto alla mia coscienza.

Nella mia testa è anche il momento del golf: non c'è giorno che non pensi di volermi proprio tesserare, di voler provare perchè potrei scoprire un talento nascosto.

Le uniche certezze sono i periodi della lettura, della scrittura e della televisione: non mancano mai, non potrei farne a meno. Anzi, diciamola tutta: ancora non mi hanno stancato, e speriamo, non mi stanchino mai.

Chi di speranza visse, disperato morì...