cucinare
Oggi cucino io, atto terzo: l'insalata di totani
Inviato Mer, 25/07/2007 - 13:35 da VeruNon è una minaccia ma una speranza: stasera si mangiano totani freschi freschi, appena pescati.
Il punto è che a cucinarli sono io quindi la domanda sorge spontanea: riusciranno davvero i nostri eroi a mangiare l'insalata di totani?
La ricetta l'ho trovata: si puliscono i totani, si tagliano e si mettono a lessare per una ventina di minuti. A quel punto si scolano, si lasciano raffreddare e si condiscono con pomodorini pachino, rucola e/o insalatina, olio, sale e mezzo limone spremuto.
Il risultato in teoria dovrebbe essere come la foto; in teoria visto che calcolando che non sono a casa mia e che per me cucinare il pesce è un po' come andare al patibolo (preceduto da tortura iniziale legata alla pulizia del pesce stesso) non so se sarà facile passare dalla teoria alla pratica...
Uomo avvisato mezzo salvato... povero totano, povero povero totano...
Aggiornamenti freschi freschi: l'insalata di totani è riuscita. Pfuf, salvata in calcio d'angolo...
L'enciclopedia della cucina è un buon acquisto
Inviato Dom, 01/07/2007 - 14:10 da Veru
Devo ammetterlo: i soldi per l'enciclopedia della cucina sono ben spesi.
E non lo dico io che devo giustificare l'esborso di soldi davanti a chi mi chiede "ma la utilizzi davvero?".
Lo dicono tutti quelli che stanno provando i miei "manicaretti" e ai quali propino i vari volumi dell'enciclopedia della cucina per dimostrare in quanti modi diversi si può cucinare un coniglio, un bucatino, un pesce spada.
Se a ciò poi aggiungiamo l'acquisto fiammante di una macchina deluxe per fare il pane mi inizia a sorgere il dubbio: fosse che fosse che devo cambiare lavoro?
29 Giugno: a Roma è festa, io lavoro e cucino...
Inviato Ven, 29/06/2007 - 14:11 da Veru
Credo di essere l'unica che, invece di essere stesa con la pancia all'aria, gli occhiali da sole, il lettore mp3 nelle orecchie e il costumino in posizione strategica per evitare le righe, oggi lavora. Oggi, che è San Pietro e Paolo.
Stamattina sono uscita di casa con la sensazione che dovesse succedere qualcosa, e qualcosa è successo: frotte e frotte di gente e macchine per la strada, tutti pronti o a sobbarcarsi l'ennesimo giro di shopping o la traversata oceanica verso il mare.
E io? Io niente, lavoro punto e basta; perché quando lavori con l'estero c'è ben poco da dire e portare battaglieramente avanti la propria convinzione che "siccome è il patrono io non lavoro" non solo è deleterio ma è anche poco intelligente. Perchè quando il resto d'Italia lavora, e tu lavori con il resto d'Italia che fai? Gli dici "io non lavoro, mica mi interessa a me se voi lavorate. Qua è festa!".
Sapete però cosa ho fatto a pranzo per consolarmi e sentirmi un pò più romana nel giorno della festa di Roma?
I bucatini cacio e pepe, che sono venuti anche particolarmente buoni (piccantini ma buoni!); ricettina tutta per voi:
Cuocere la pasta in acqua salata e scolarla lasciandoci, però, un pochino di acqua di cottura per far sciogliere il pecorino romano; condire con il pecorino e abbondante pepe, girare bene il tutto e servire.
Altro che le tagliatelle di Nonna Pina...
Oggi cucino io: come si fa (forse) il polpettone
Inviato Gio, 14/06/2007 - 18:54 da Veru
Mi cimento, per la prima volta in vita mia, nella preparazione del polpettone.
Il risultato, potenzialmente, dovrebbe essere come quello che si vede a lato; dovrebbe, perché sulla "forma" dei miei piatti è opinione quasi unanime che c'è ampiamente da discutere anche se sulla sostanza raramente si disquisisce.
C'è da dire, a mio svantaggio, che l'ultima volta che ho provato a cucinare qualcosa "in blocco" è uscito fuori un roastbeff troppo salato e informe una volta tagliato.
Ma stavolta sento che sarà tutta un'altra cosa e mal che vada se il polpettone proprio decide di autodistruggersi (anche per infliggersi una punizione, chi lo sa!) prima/durante/dopo la cottura vedrò di recuperare l'impasto per tirarci fuori qualcosa di commestibile.
La ricetta del potenziale polpettone è questa:
si prende del macinato, lo si mette in una ciotola, si aggiunge il pane bagnato nel latte e strizzato (sarà questa l'operazione più complicata, già lo so!), il sale, la noce moscata (sarà mica proprio indispensabile? Io ci metto il prezzemolo va) e mezzo spicchio di aglio senza anima fatto a micropezzettini.
A questo punto si amalgama per bene il tutto (eventualmente si assaggia, se proprio si deve, per evitare di dare in pasto ai commensali del cibo salatissimo o insapore!) e con l'impasto si fa la forma di una grande polpetta (ovvero, il polpettone!); si infila su una teglia coperta da carta da forno e si inforna. Per quanto non si sa, io mi regolerò ad occhio...
Fatto questo, si aspetta e spera che la ciambella sia riuscita con il buco...
E io a questo punto non posso che chiedere in ginocchio che la forza, e la pazienza, siano con me...
Tutt'al più, se proprio le cose non vanno come devo andare, chiedo ai miei commensali di ripetere le gesta di questi qua:


