volare
Paura di volare? Paura di essere liberi!
Inviato Mar, 06/05/2008 - 14:10 da VeruSul Corriere di oggi leggo che la paura di volare affligge sempre più persone e che sempre più persone sono letteralmente angosciate e terrorizzate al punto da sciropparsi 32 ore di viaggio pur di non prendere un volo.
A me, che notoriamente amo viaggiare e che notoriamente se potessi starei sempre con una valigia in mano, volare piace; mi piace il rito che accompagna il viaggio in aereo e che ogni volta si ripete, sempre uguale a sè stesso.
Un rito che inizia il giorno prima con la preparazione della valigia in modo tale che possa essere passata come bagaglio a mano, che continua con la preparazione della borsa dentro la quale stivare acqua, libro, penna, medicine varie, cellulare, mutande di ricambio, fazzolettini, trucchi, chiavi di casa, pappa di vario tipo. E che passa per la ricerca del parcheggio per la macchina (parcheggiare a Fiumicino e Ciampino senza rimetterci lo stipendio è impresa da documentare!) o per i saluti al genitore o ai genitori che mi hanno accompagnata in aeroporto. E che arriva al check- in, al caffè che fa venire il cagotto al baretto dentro il terminale, alla scelta dei posti, all'ascolto della signorina che per l'ennesima volta enuncia le regole per salvarsi in caso di problema. E che termina con il fluttuare sulle nuvole magari appoggiata sulla spalla di un vicino di cui non si potrebbe fare a meno, il marito.
E' che io ho iniziato a viaggiare in aereo da quando ero piccola, i miei mi hanno abituata ad essere indipendente e autonoma e io ho preso la palla al balzo; così sono fermamente convinta che adorare l'aereo per me equivale ad adorare la libertà.
Nel momento in cui inizierò ad aver paura di volare allora inizierò a dubitare anche della mia libertà...
Code all'imbarco: gli italiani che fanno la differenza
Inviato Lun, 25/06/2007 - 07:58 da Veru
Passi per l'arrivo al check in due ore prima per evitare di perdere l'aereo, passi per il controllo passaporti un'ora e mezza prima "per togliersi il pensiero", passi per tutto ma qualcuno mi spieghi come mai, quando a dover prendere l'aereo ci sono degli italiani, si formano code interminabili all'imbarco un'ora e mezza prima della partenza effettiva del volo.
Succede di solito questo: all'improvviso qualcuno, magari dopo aver visto passare un'hostess o qualunque soggetto non identificato ma dotato di cartellino, preso dall'ansia ma senza farsi notare si avvicina al gate d'imbarco.
Così tutti gli altri, preoccupati forse di perdere il volo, si affannano per formare una vera e propria serpentina facilmente riconoscibile come italiana da tutta una serie di stereotipi che sono una drastica e terribile realtà: Gazzetta dello Sport in mano, borsa "griffata" con il nome della città che si è visitata, souvenir di tutti i tipi (il migliore è il sombrero quando ci si imbarca a Barcellona: ma il sombrero non era roba messicana??), immancabile "stasera se magna la carbonara eh?".
Prima questa situazione si verificava solo sui voli low cost, quelli dove paghi poco per non avere un posto assegnato e dove si rischia di stare lontani dal proprio compagno di volo per tutta la durata della traversata; invece adesso questa moda è arrivata anche sui voli di linea, e non lascia scampo, perché, comincio a pensare, caratterizzante il turista italiano.
Prima o poi devo cercare di capirlo questo che per me resta un mistero: è la paura di non salire sull'aereo oppure la voglia, tutta italiana, di farsi notare sempre e comunque quando si fa i turisti all'estero?
Se qualcuno ne sa qualcosa, pregasi citofonare...
Lodi lodi lodi...
Inviato Lun, 18/06/2007 - 18:27 da Veru
Voglio tessere le lodi di mio suocero.
Che ha dimostrato che la forza di volontà è il vero motore di tutto.
Bravissimo!


